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Posts tagged as “nato”

VISTO DA MOSCA: AMICI DELLA CINA, NON ALLEATI

di Vladimir Vinokurov    Nella comunità internazionale degli esperti di geopolitica è molto cresciuto l’interesse per il riavvicinamento tra Cina e Russia. La discussione è iniziata con il ministero della Difesa giapponese, che ha pubblicato il suo Libro Bianco della Difesa nell’estate del 2020. In esso si dice che i ministeri degli Esteri di entrambi i Paesi rifiutano l’idea di una “alleanza militare”. Ma anche che, visto il rafforzamento dell’interazione tra i due Stati, è necessario monitorare lo sviluppo della cooperazione russo-cinese. Nel marzo del 2021, il segretario di Stato americano Anthony Blinken, in una riunione dei ministri degli esteri della NATO, ha chiesto una partnership “nell’area delle nostre preoccupazioni su Russia e Cina”. Poco dopo l’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera Josep Borrell ha accusato Mosca e Pechino di usare un linguaggio molto simile quando parlano dell’Occidente e degli Stati Uniti. A loro volta gli analisti dell’Atlantic Council, in un recente rapporto, The China Plan: A Transatlantic Blueprint for Strategic Competition, notano che le relazioni militari tra Cina e Russia potrebbero rappresentare un grave problema per la NATO. Finora gli esperti hanno escluso la possibilità di un’alleanza militare ufficiale. Ma entrambi i Paesi, a loro avviso, non sono contrari a speculare su una simile prospettiva.

UCRAINA: LA GUERRA INCOMBE, ECCO COME SARA’

di Stefano Orsi      Con l’elezione a Presidente degli Stati Uniti di Joe Biden, l’orologio della storia è tornato indietro di quattro anni. Siamo allo stesso punto in cui ci saremmo trovati con Hillary Clinton come Presidente e nei medesimi teatri bellici. Solo che con l’elezione di Donald Trump, la Russia ha avuto quattro anni per prepararsi alle intenzioni manifeste degli USA: arrivare inevitabilmente e a ogni costo a un conflitto per riportare la Russia al loro modello ideale, uno Stato diviso e frammentato senza alcuna valida guida, come loro avevano progettato negli anni Novanta di Boris EltsinTrump non è stato un Presidente incline alla guerra, Biden invece lo è e lo era anche come vice di un altro guerrafondaio, Barack ObamaDal mese di dicembre quindi abbiamo assistito ai preparativi della Russia, di tutti i suoi sistemi difensivi e offensivi, su tutto il territorio del Paese. Sapevano bene che cosa sarebbe arrivato assieme al “Sonnacchioso Joe”.

DAGLI USA: BIDEN, ATTENTO CON L’ UCRAINA

di Ted Galen Carpenter       L’amministrazione Biden sta facendo di tutto per assicurare al Governo ucraino che gli Stati Uniti e la NATO sono pronti a spallaggiare Kiev nel confronto crescente con i separatisti sostenuti dalla Russia e con la stessa Russia. Un comunicato stampa della Casa Bianca del 2 aprile ha confermato che nella sua telefonata al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Joe Biden “ha ribadito il fermo sostegno degli Stati Uniti alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina di fronte alla continua aggressione russa nel Donbas e in Crimea”. Altri esponenti di alto livello dell’Amministrazione, tra cui il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il Segretario di Stato Antony Blinken, hanno fatto lo stesso.

NATO, RIARMO DEL 7,4% NEL 2020

Il 4 aprile del 1949, cioè oggi 72 anni fa, veniva fondata l’Alleanza Atlantica, la Nato. Il ministero degli Esteri della Federazione Russa ha ritenuto di ricordare la data con un comunicato dai toni piuttosto duri. “La spesa della Nato per la difesa”, dice, “nel 2020 ha continuato ad aumentare ed è cresciuta del 7,4%. Una politica che produce solo una corsa globale al riarmo”.

CASO BIOT, UN MESSAGGIO ALLA NATO

di Luigi De Biase     Più passano le ore e più è evidente che l’arresto con l’accusa di tradimento del capitano di fregata Walter Biot e l’espulsione di due militari russi accreditati presso l’ambasciata a Roma sia da intendere come un segnale eloquente di lealtà che il Governo italiano ha deciso di lanciare ai partner della Nato, un segnale che rischia, tuttavia, di avere pesanti conseguenze sulle relazioni con il Cremlino. E’ scritto nei dettagli di questa vicenda, che i principali quotidiani raccontano da due giorni in modo piuttosto omogeneo. Un ufficiale di marina con quattro figli, quattro cani e una casa ancora da pagare disposto a passare documenti riservati a servizi stranieri per una ricompensa tutto sommato modesta. Un agente russo ammorbidito dalla vita romana al punto da seguire una routine per gli incontri con una fonte di informazioni. E un discorso in Parlamento, quello del ministro degli Esteri, Di Maio, con toni di massimo severità rispetto a eventi che sembrano oggi avere un peso relativo, in attesa di sapere quali documenti Biot abbia fornito ai russi.

Isolamento, un culto pericoloso

di Fulvio Scaglione     Di nuovo il culto dell’isolamento? Nel giro di pochissimi giorni, fonti autorevoli (dallo stesso ministro Lavrov in giù) del ministero degli Esteri russo ci hanno fatto sapere che i rapporti con la Nato sono azzerati e quelli con l’Unione Europea anche, mentre le relazioni con il Regno Unito (ambasciatore Andrej Klin dixit) sono “politicamente morte”. Di quelle con gli Usa, ovviamente, non stiamo nemmeno a parlare. Mentre il ministro Sergey Lavrov, inaugurando la visita di tre giorni in Cina, ha recuperato il tema della dedollarizzazione che, con il nuovo Governo, nominato poco più di un anno fa, sembrava essere stato rimosso dall’agenda politica russa.

CENTRALE DI OSTROVETS, LE PAURE DELL’UCRAINA

La centrale nucleare di Ostrovets, costruita in Bielorussia e finanziata dalla Russia, è vista nel Baltico, in Polonia e in Ucraina come un segno dell’espansionismo economico e militare del Cremlino. Ecco perché.

Nell’agosto del 2020, dopo dodici anni di lavori, sono iniziate le operazioni di avvio del primo reattore della centrale nucleare di Ostrovets. Ciò significa che la centrale diventerà operativa dal punto di vista commerciale nel primo trimestre del 2021. Da quel momento, la Bielorussia si trasformerà da importatore di elettricità in esportatore. Tutto questo, però, è solo virtuale, perché nessuno è disposto ad acquistare elettricità bielorussa. La Polonia e gli Stati baltici hanno espresso un rifiuto categorico. L’Ucraina ha capacità produttive che sono pienamente in grado di soddisfare la domanda sul mercato interno ed estero.

SVEZIA E POLONIA ALLEATE IN PROFONDITA’

Saab Kockums, il ramo specializzato in marina da guerra della grande azienda svedese della difesa Saab Group,  prenderà parte a un programma di modernizzazione della flotta sottomarina polacca, già approvato dal Parlamento svedese.  La Svezia proverà a colmare le lacune della difesa navale polacca con i sottomarini A-17 / Söndermanland. Quando furono lanciati, negli anni tra il 1987 e il 1990, appartenevano alla classe Västergötland. Dopo la modernizzazione realizzata da Saab Kockums nel 2003-2004, sono stati assegnati a una classe separata.