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Posts published in “Società”

TV E UN PO’ DI CENSURA, ECCO LA RICETTA

Le teorie dell’intellighenzia sulla “morte della televisione” e la sua sostituzione con Internet non corrisponde alla realtà della Russia profonda. Nell’interno del Paese, infatti, la Tv resta il principale mezzo di comunicazione. Lo dimostra lo studio del Centro scientifico di Vologda dell’Accademia delle Scienze condotto appunto nella regione di Vologda, dove peraltro le abitudini non sono molto diverse da quelle delle altre regioni.

COVID BATTE RUSSIA, ECCO PERCHE’

di Anna Nikolaeva       Martedì scorso, in Russia, è stato registrato un altro record di contagi da Covid: 34.325 nuovi casi. In termini di mortalità giornaliera siamo ai primi posti nel mondo, muoiono circa mille persone ogni giorno. Secondo i calcoli dei demografi, il calo naturale della popolazione negli ultimi dodici mesi ha raggiunto un milione di persone. Questa è la cifra annuale più alta dalla Grande Guerra Patriottica. Ma se l’Unione Sovietica vinse la lotta contro il fascismo, allora la Russia moderna sembra aver perso la battaglia contro il Covid.

QUANDO CALA PUTIN, CRESCE STALIN

di Andrey Kolesnikov       Sono passati quasi sessant’anni da quando il corpo imbalsamato di Yosip Stalin fu segretamente rimosso dalla teca nel mausoleo sulla Piazza Rossa e sepolto sotto le mura del Cremlino. Eppure il dittatore sovietico, responsabile della morte di milioni di sovietici, si rifiuta di rimanere morto e sepolto. Nel maggio 2021, il 56% dei russi intervistati dal Levada Center concordava sul fatto che Stalin fosse “un grande leader”, il doppio rispetto al 2016, quando la stalinizzazione della coscienza di massa era già una chiara tendenza da diversi anni. Il guaio è che il pantheon degli dei sovietici è obsoleto da prima dei giorni della perestrojka, ma non è stato sostituito da nuovi eroi. C’è sempre il presidente Vladimir Putin, certo, ma anche lui ha perso metà del suo fascino come grande figura storica negli ultimi anni: nel 2017, il 32% dei russi intervistati considerava il Presidente la figura più importante della storia russa, lassù con il poeta Alexander Pushkin, e superato solo da Stalin. Ora, con il 15%, è solo tra i primi cinque, dietro a Pietro il Grande e appena davanti a Yury Gagarin, il primo uomo nello spazio.

IL BORSCH DELLA BANCA CENTRALE

“Ci aspettiamo che ci sia, ed effettivamente c’è già, una netta diminuzione dei prezzi per i prodotti inclusi nel “set del borsch” e, a nostro avviso, la tendenza continuerà”. Così Elvira Nabiullina, governatrice della Banca Centrale di RussiaI prezzi dei prodotti alimentari in Russia hanno visto un forte aumento quest’estate, ma gli amanti del borsch potrebbero avere finalmente motivo di festeggiare: “Questo è un problema stagionale”, ha spiegato Nabiullina il 23 luglio, e i prezzi al consumo delle colture principali del Paese potrebbero continuare a diminuire con l’arrivo sui mercati dei nuovi raccolti.

VOLI DALLA RUSSIA, L’EGITTO SI FREGA LE MANI

Con un decreto datato 8 luglio, il presidente Vladimir Putin ha ufficialmente revocato le restrizioni sui voli verso le località egiziane, ponendo così fine a un divieto per le compagnie aeree russe di operare voli per l’Egitto, tranne che per la capitale Il Cairo, durato sei anni. Cioè da quando, il 31 ottobre del 2015, una bomba esplose a bordo di un velivolo russo che sorvolava la penisola dei Sinai, uccidendo 224 persone.

VACCINAZIONE: NIENTE OBBLIGO, SIAMO RUSSI

di Marco Bordoni – In principio lo slogan era: si alla vaccinazione, no all’obbligo. Ovvero (parola del Capo): abbiamo un vaccino ottimo (anzi, tre!), la gente dovrebbe usarlo (come ho fatto io!), anzi è molto importante che lo faccia, ma l’obbligo no, grazie. Il 22 marzo  (ipse dixit): “La vaccinazione è, ovviamente, una scelta volontaria di ciascuno, una decisione personale”. Il 26 maggio: “Vorrei ribadire la mia posizione. A mio parere, è impossibile introdurre la vaccinazione obbligatoria.  I cittadini devono comprendere da soli questa necessità, rendersi conto da soli che se non si vaccinano possono affrontare un pericolo grave e persino fatale.”. Com’è andata, in Russia, l’idea di lasciare la decisione alla gente? Se stiamo ai dati, molto male.  I sondaggi mostrano che i russi disposti a vaccinarsi sono stati la maggioranza solo nel breve periodo febbraio – giugno 2020. Poi (quando il vaccino è arrivato veramente!), sono precipitati a poco più di un quarto del totale. Del resto, che bisogno c’era, visto che la gran parte dichiarava di condurre una vita assolutamente normale o di aspettarsi la normalità entro brevissimo? A fine marzo Putin si lanciava in previsioni ottimistiche (entro l’estate 70% della popolazione vaccinata e fine dell’epidemia) basate su stime elaborate dal produttore di Sputnik all’inizio della campagna vaccinale e confermate, in seguito, dal Governo.

LA DUMA ALL’ATTACCO DI MCDONALD’S

Oltre a Nestlé e Coca-Cola, è necessario “fare i conti” anche con McDonald’s, che influisce negativamente sulla cultura alimentare dei russi. Lo sostiene Gennady Onishchenko, primo vice presidente della Commissione per l’istruzione e la scienza della Duma. Secondo Onishchenko, inoltre, che la Russia dovrebbe gradualmente abbandonare l’uso di contenitori di plastica, passando a materiali biodegradabili. “Per quanto riguarda Nestlé”, dice, “non è che devi prendere e metterla al bando. Si può però fare loro questa proposta: o cambi la tua politica o semplicemente ti cacciamo dal nostro mercato. Dopo tutto, questi non sono prodotti essenziali. E poi dobbiamo occuparci anche di McDonalds. Questo fast food in poco tempo ha praticamente distrutto una cultura alimentare vecchia di secoli. Oggi, grazie a McDonald’s, il pasto asciutto, tipo le patatine mangiate alla fermata dell’autobus, è considerato quasi la norma”.

RUSSIA 9/5: I GIOVANI E I LORO VALORI

di Luigi De Biase     A pochi giorni dalle celebrazioni del 9 Maggio, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha deciso di fornire il suo contributo alla dottrina nazionale del patriottismo parlando a lungo con l’agenzia di stampa Ria Novosti. In quella occasione ha cercato di chiarire l’opinione sua e di buona parte dell’establishment politico su un punto importante per la vita quotidiana di milioni di concittadini: il rapporto fra i russi e l’Occidente. Chi ritiene fondamentale assumere i valori degli Stati Uniti, ha detto Lavrov, dovrebbe tenere a mente prima di tutto la storica formula del presidente americano Kennedy secondo cui non bisogna pensare a quel che il Paese può fare per l’individuo, ma piuttosto a quel che l’individuo può fare per il Paese.

RUSSIA 9/5: LE CIFRE DELLA TRAGEDIA

I combattimenti della Grande Guerra Patriottica, destinati a durare 1.418 giorni, cominciarono il 22 giugno alle 4 del mattino. L’URSS era stata attaccata da un esercito tedesco ben addestrato ed enorme: 190 divisioni, più di 4 mila carri armati, 47 mila cannoni e mortai, 4.500 aerei, 200 navi, più di 5 milioni di uomini. Il primo colpo all’alba fu sferrato dagli aerei tedeschi. Centinaia di bombardieri tedeschi invasero lo spazio aereo sovietico. Furono colpiti per primi gli aeroporti, le concentrazioni di truppe nei distretti di confine, i nodi ferroviari, le linee di comunicazione e gli impianti industriali, nonché le grandi città. Il primissimo giorno dei combattimenti, i nazisti distrussero 1.200 aerei sovietici, oltre 800 dei quali negli aeroporti. Ecco le altre cifre.

RUSSIA 9/5: KHALDEY E L’OCCHIO DELLA GUERRA

Nel 1993, quand’ero corrispondente da Mosca, ebbi la fortuna di intervistare Evgenyj Ananyevic Khaldey, il fotografo che scattò una delle più celebri immagini della storia contemporanea: quella che correda questo articolo, la fotografia dei soldati russi che piantano la bandiera sovietica sul tetto del Reichstag. Khaldey viveva in un minuscolo appartamento di periferia. Il letto in un angolo, sotto il letto un cumulo di splendide fotografie del tempo della guerra. Aveva allora 76 anni, sarebbe morto quattro anni dopo.