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Posts published in “Religione”

KIRILL E LA LEZIONE DI RATZINGER

di Stefano Caprio      I solenni funerali del papa emerito Benedetto XVI si sono tenuti la vigilia dell’Epifania, e due giorni prima del Natale ortodosso, per il quale perfino il primate della Chiesa militante, il patriarca di Mosca Kirill, ha chiesto un armistizio per permettere a tutti la celebrazione dei divini misteri, supportato dal presidente Putin, facendo eco alle suppliche di pace di papa Francesco. La nascita al cielo di Joseph Ratzinger ha attirato molte attenzioni, e richiamato tutti a uno sguardo diverso anche sul Natale. Benedetto aveva incontrato Kirill nel 2006, dieci anni prima dello storico incontro con Francesco all’Avana,  quando era ancora metropolita per gli Affari Esteri della Chiesa russa, e già predicava la riconquista del mondo alla vera fede. In quell’occasione Kirill era venuto a consacrare la chiesa russa di Roma, dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, che svetta al di sopra del cupolone di San Pietro dal parco della Villa Abamelek sul Gianicolo, residenza dell’ambasciatore della Federazione Russa.

IL FATTORE ISLAM TRA RUSSIA E UCRAINA

Agisce un «fattore islam» nella guerra tra Russia e Ucraina? La risposta è sì. Perché la Russia è un Paese multietnico e multiconfessionale, e lo è dai tempi in cui Ivan il Terribile allargò i confini della Moscovia sottomettendo i khanati tatari di fede islamica. Perché l’islam, dal punto di vista della cultura religiosa, è la seconda componente più diffusa nel Paese dopo l’ortodossia cristiana. Perché l’islam, nel bene e nel male, è sempre stato un fattore importante sul versante Sud della Federazione, sia all’interno (i popoli che abitano da secoli il Caucaso) sia all’esterno (il confronto, anch’esso vecchio di secoli, con la presenza turca o turcofona). E bisogna rispondere di nuovo sì perché la proiezione verso i Paesi islamici, in particolare quelli del Medio Oriente, è stata una caratteristica costante dei lunghi anni di potere di Vladimir Putin. Il suo predecessore, Boris Eltsin, non ne aveva mai visitato uno. Putin, in pratica, li ha visitati tutti. E ha impegnato il proprio Paese nella guerra tuttora in corso in Siria.

LA VITA SEGRETA DEGLI ESORCISTI RUSSI (2)

di Anastasia Lotareva  (2 fine)   Tra i segni specifici della possessione demoniaca, viene menzionato solo il “timore delle cose sante”, cioè una reazione dolorosa al contatto fisico con la croce, l’acqua santa, le reliquie e così via. Gli autori del documento parlano anche di “inammissibilità della partecipazione al rito di esorcismo di persone con idee distorte sulla vita spirituale, che raffigurano una falsa possessione demoniaca”. Tuttavia non chiariscono in base a quali segni gli esorcisti possano distinguere la falsa possessione demoniaca da quella reale . Il teologo Andrei Shishkov, che ha lavorato dal 2015 al 2020 come segretario della Commissione per la Teologia e l’Educazione teologica, afferma che la ragione della comparsa di questo documento è “una tendenza a regolare tutto” tipica dello stile del patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia. “L’episcopato vuole controllare tutte queste pratiche”, spiega Shishkov. “Da molti anni operano in Russia molti confessori carismatici che diventano spesso incontrollabili come, per esempio, lo scomunicato Sergyj (Romanov), che continuò a fare esorcismi, alla luce del sole, anche dopo la diocesi gli aveva vietato la pratica del sacerdozio.  Intorno a questi confessori si sta formando una potente comunità fortemente ideologizzata”.

LA VITA SEGRETA DEGLI ESORCISTI RUSSI (1)

di Anastasia Lotareva       La Chiesa ortodossa russa ha annunciato un documento per regolare l’attività degli esorcisti. Ne abbiamo parlato con un teologo che è anche esorcista. Quali sono le pratiche degli esorcismi nella presso gli ortodossi? Che cosa cambierà con le nuove regole? Perché regolamentare il “rapporto”, ovvero l’esorcismo, è così importante per la Chiesa ortodossa russa?

CORANO E ISLAM NEL CARCERE DI NAVALNY

Qualche tempo fa, Aleksey Navalny si era lamentato del fatto che le autorità del carcere avevano bloccato una serie di libri che lui voleva portare con sé in cella. Tra gli altri volumi, anche un Corano perché, diceva Navalny, “ho capito che per crescere come cristiano devo leggere anche il Corano”. Si è scoperto, poi, che la colonia penale n°2 di Pokrov dove l’agitatore politico è detenuto, ha una piccola ma consistente storia di relazioni con l’islam. Nella colonia, infatti, c’è una sala di preghiera con copie del Corano a disposizione dei detenuti. La decisione di organizzare un luogo per la preghiera dei musulmani e di dotarlo di libri a carattere religioso fu presa nel 2014 perché tra i detenuti c’erano molti migranti arrivati in Russia dall’Asia Centrale in cerca di lavoro. Per un certo periodo ebbero anche un loro imam, un carcerato che si era formato dal punto di vista religioso ad Abu Dhabi.

KURAEV, IL PRETE-BLOGGER CHE DENUNCIAVA LA LOBBY GAY

Kirill, patriarca di Mosca e di tutta la Russia ha approvato la riduzione allo stato laicale del protodiacono Andrey Kuraev, ma ha imposto una moratoria sull’emissione del relativo decreto per dare a Kuraev il tempo e il modo di rivedere le sue opinioni. “Approvo la decisione con cui il Tribunale diocesano ha bandito il protodiacono Andrei Kuraev dal servizio sacerdotale, con riserva di espulsione dal sacerdozio. Questa decisione entrerà in vigore dopo l’emissione del decreto di riduzione allo stato laicale del protodiacono Andrei Kuraev. Gli si offre questo tipo perché possa ripensare alla sua posizione e tornare sulla retta via della Chiesa che a suo tempo aveva scelto”, dice la risoluzione patriarcale pubblicata domenica sul sito della diocesi della città di Mosca.

IL PATRIARCA E I PELLEGRINI NO-COVID

Le autorità della Chiesa ortodossa russa, per primo il patriarca Kirill, fin dall’inizio della pandemia (in Russia è coinciso con la Quaresima) hanno invitato i fedeli a rispettare le regole sanitarie e le strategie anti-Covid decise dal Governo. Lettera da Mosca ne ha parlato anche di recente. Non per questo, però, sono mancate le polemiche, anche all’interno della stessa Chiesa. Ne diamo conto ripubblicando un estratto del capitolo “La polemica negazionista di preti e monaci Covid-dissidenti” di un libro sulla Russia molto interessante e uscito da poco: Lo zar di vetro – La Russia di Putin di Stefano Caprio (Jaca Book). Profondo conoscitore della Russia, dove ha vissuto a lungo, e della Chiesa ortodossa russa, Caprio ha affrontato i temi decisivi, dalla crisi del puntinismo alla riforma costituzionale, dal rapporto tra Chiesa e Stato alle questioni economiche al ruolo dell’intelligencija. Ma ecco un brano del capitolo sulla dissidenza anti-Covid in ambito religioso.

MUSULMANI RUSSI, OCCHIO AL MATRIMONIO!

L’islam è la seconda religione più praticata nella Federazione Russa e conta, secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, almeno 20 milioni di fedeli con 8 mila moschee. I musulmani russi vivono soprattutto in Tatarstan, Bashkortostan e nel Caucaso del Nord. Rilevante, però, è la loro presenza anche in molte grandi città, a cominciare dalla capitale Mosca. Anzi, vi sono studiosi che, analizzando le dinamiche demografiche (il calo generale della popolazione russa e il tasso di natalità più alto delle comunità musulmane), sostengono che i musulmani potrebbero costituire il 50% della popolazione della Federazione entro il 2050.