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Posts published in “Difesa”

WAGNER, PARAMILITARI UN TEMPO PREZIOSI. ORA…

di Giuseppe Gagliano     Nella strategia russa, la proiezione dei mercenari all’estero sembra derivare principalmente da un calcolo a breve termine, più che da un investimento politico a lungo termine. Il tema è arrivato sulla scena internazionale nel 2014, durante la crisi ucraina, quando gli uomini del gruppo Wagner sono comparsi in gran numero accanto ai separatisti nella regione di Lugansk. Se inizialmente erano assimilati agli uomini del GRU, il servizio di intelligence militare russo, questi paramilitari si sono distinti in diverse azioni in Crimea e Donbass contro i lealisti ucraini. La loro mobilitazione fa parte della strategia di Mosca per rafforzare la propria influenza politica e strategica evitando di apparire apertamente in prima linea. Queste forze “volontarie” irregolari  riducono il numero e la visibilità sul terreno dei soldati professionisti dell’esercito russo. Inoltre, il confine poroso tra il settore pubblico e i gruppi privati ​​facilita il trasferimento di personale addestrato e rapidamente schierabile.

“DEFENDER”, IL SENSO DI UNA PROVOCAZIONE

Dopo le esercitazioni Defender Europe 2021, dopo il crescente spostamento a Est di truppe e sistemi d’arma offensivi e difensivi, dopo i continui finanziamenti alle opposizioni o sedicenti tali, dopo le campagne di stampa contro la Russia, dopo l’incidente del Golfo Pietro il Grande, siamo arrivati a un nuovo livello di bassezza. L’incidente di Sebastopoli vede protagonista il cacciatorpediniere “Defender” della marina britannica, unità di prim’ordine, di ultima generazione. Il giorno 23, pur partecipando a un’esercitazione congiunta con le forze ucraine, il “Defender” ha preso il largo e, con a bordo una squadra di marine ucraini e alcuni giornalisti inglesi, ha fatto rotta verso le acque russe. Il video girato da Jonathan Beale, giornalista della Bbc, ha svelato la premeditazione di tale azione. Non si è trattato di un incidente, la rotta presa dalla nave, come si nota in alcune immagini del video, era tracciata per attraversare le acque territoriali russe in aperta violazione di ogni trattato.

 

NATO, RIARMO DEL 7,4% NEL 2020

Il 4 aprile del 1949, cioè oggi 72 anni fa, veniva fondata l’Alleanza Atlantica, la Nato. Il ministero degli Esteri della Federazione Russa ha ritenuto di ricordare la data con un comunicato dai toni piuttosto duri. “La spesa della Nato per la difesa”, dice, “nel 2020 ha continuato ad aumentare ed è cresciuta del 7,4%. Una politica che produce solo una corsa globale al riarmo”.

FARøER, UN AVAMPOSTO NAVALE USA?

C’è una certa preoccupazione, a Mosca, per le mosse degli Stati Uniti che riguardano le Isole Farøer, il piccolo arcipelago di 18 isole e 52 mila abitanti che, con la Danimarca e l’Islanda, è uno degli elementi costitutivi del Regno di Danimarca. Le isole, che si trovano quasi esattamente a metà strada tra Scozia e Islanda, hanno una posizione strategica nel Nord Atlantico: non a caso nel 1940 furono occupate dagli inglesi, in risposta all’occupazione della Danimarca da parte degli eserciti della Germania nazista. Ora gli esperti della Difesa russi temono che gli Usa vogliano trasformarle in uno hub navale di contrasto della flotta sottomarina di Mosca.

I SUPER DRONI USA CONTRO LA RUSSIA

di Kris Osborn   Il Pentagono sta mettendo sempre più “occhi” nei cieli dell’Europa orientale, in quello che può essere visto come un rapido progresso verso il rafforzamento della deterrenza contro la Russia in tutto il continente, una serie di iniziative che includono anche esercitazioni e addestramenti più multinazionali, sviluppo di missili da crociera e di risorse di sorveglianza in aree strategicamente vitali grazie a una serie di nuovi droni.

L’ARMATA ROSSA TIRA LA CINGHIA

Tempi duri per l’ex Armata Rossa. A metà di ottobre, a quanto riferiscono le Izvestija che avrebbero potuto esaminare una copia del documento, Anton Germanovic Siluanov, ministro delle Finanze della Federazione Russa, ha inviato al Consiglio di Sicurezza un progetto di riforma delle forze armate basato sull’ottimizzazione dei costi. E fonti militari hanno confermato l’esistenza di un tale progetto, che concretizza peraltro un dibattito politico sulla riduzione delle spese militari in corso ormai da tempo.

SVEZIA E POLONIA ALLEATE IN PROFONDITA’

Saab Kockums, il ramo specializzato in marina da guerra della grande azienda svedese della difesa Saab Group,  prenderà parte a un programma di modernizzazione della flotta sottomarina polacca, già approvato dal Parlamento svedese.  La Svezia proverà a colmare le lacune della difesa navale polacca con i sottomarini A-17 / Söndermanland. Quando furono lanciati, negli anni tra il 1987 e il 1990, appartenevano alla classe Västergötland. Dopo la modernizzazione realizzata da Saab Kockums nel 2003-2004, sono stati assegnati a una classe separata.

COSI’ LA BIELORUSSIA HA ARMATO L’AZERBAIGIAN

Il ministero degli Affari Esteri della Bielorussia ha diffuso un comunicato per invitare Azerbaigian e Armenia a risolvere in modo pacifico e nel più breve tempo possibile il conflitto scoppiato nel Nagorno Karabakh. Ma l’Armenia ha rispedito al mittente l’invito, ricordando che è stata proprio la Bielorussia a fornire le armi di cui ora l’Azerbaigian si serve per bombardare gli indipendentisti armeni dell’Artsakh.

USA E RUSSIA, LA SFIDA DEGLI ARSENALI

di Stefano Orsi

Di recente, il presidente Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni relative a nuovi sistemi d’arma che sarebbero a disposizione degli USA. Lo ha fatto a modo suo, anche durante una intervista rilasciata a  Bob Woodward per il suo nuovo libro. In particolare, Trump ha parlato di una nuova arma nucleare per gli arsenali americani, di un sistema che nessuno conosce o ha mai visto prima. Sono i soliti toni sopra le righe tipici di quest’uomo. Ma a quale sistema fa riferimento? In diversi momenti della sua presidenza Trump ha annunciato nuovi sistemi d’arma, dal missile “Super-Duper” ai caccia veramente “invisibili” ed ora la nuova arma nucleare, cui poi è seguito anche un annuncio di un sistema di nuovi satelliti militari. E non dimentichiamo, nel dicembre del 2019, il lancio della nuova Space Force.

BASTA MOTORI DALL’UCRAINA

Sei anni di lavoro e 2 miliardi di rubli (circa 25 milioni di euro). È solo uno dei tanti esempi di quanto sia costata alla Russia (e, come vedremo, anche all’Ucraina) la crisi di Maidan del 2014. Tanto infatti è occorso affinché l’azienda leningradese Klimov potesse completamente sostituire l’ucraina Motor Sic nel fornire all’esercito russo i motori per gli elicotteri.