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LA NOTTE CHE CALA SULLA RUSSIA

di Fulvio Scaglione        Cala su Mosca e su tutta la Russia una notte buia e cattiva che lacera l’animo di tutti coloro che hanno amato e amano questo grande Paese. La Duma ha approvato all’unanimità un provvedimento che porta a 15 anni di prigione la pena per chi diffonde “false informazioni” sulle spedizioni militari. E in modo agghiacciante e sinistro Sholban Kara Ooh, vice presidente della Camera bassa del Parlamento, grande sostenitore del provvedimento, ricorda che “i nostri padri, quando si facevano prendere dal panico al fronte, venivano fucilati sul posto”. Prima di lui, anche l’ex riformista e liberale Dmitrij Medvedev, già primo ministro e Presidente, aveva evocato il ritorno della pena di morte , in Russia eliminata dal 1996.

È notte, in una Russia che ha deciso la guerra e che ora applica a se stessa una specie di legge marziale che la umilia. Spente tutte le voci critiche insieme con quelle anche semplicemente dubbiose. Cacciati i media stranieri, quelli almeno che non hanno deciso da soli di andarsene, essendo evidentemente impossibile fare informazione in un Paese dove la verità (oppure le “false informazioni”) sono ormai un monopolio di Stato, come il gas. Resta un gigantesco mainstream del Cremlino che, per come viene proposto e per cosa propone, non sarà mai più creduto, in primo luogo dai russi (che, come tutti i sondaggi notavano, non volevano nessuna guerra e men che meno una guerra in Ucraina), nemmeno se per caso o per scelta dovesse dire la verità. E restano i sacrifici, enormi, a cui dovranno acconciarsi 140 milioni di russi incolpevoli.

Un flusso di informazioni, appunto, da legge marziale che tra l’altro risulta perdente nei confronti del flusso rivale, ucraino e occidentale. Più toccante, perché viene dal debole e dalla vittima. Meglio organizzato, capillarmente diffuso (perché approfitta dell’intero ambiente mediatico occidentale, corretto o meno che sia), in parte anch’esso militarizzato. E bisognerebbe, se questi giorni non fossero così drammatici, fare anche un ragionamento sul presunto soft power della Russia, totalmente incapace di illustrare le proprie ragioni (adesso non è di moda dirlo, ma esistono) senza far balenare, insieme, un’idea di potenza e di forza. C’è una ragione, oltre alla malafede, se nessuno ha mai pensato, all’epoca dell’invasione angloamericana dell’Iraq e delle successive stragi, di bloccare le conferenze su Mark Twain o su Charles Dickens.

Cala la notte sulla Russia. E non c’è una gran luce nemmeno in Europa. Quando l’adrenalina del momento sarà calata, scopriremo che la folle impresa militare di Vladimir Putin ha messo noi e i russi esattamente nella posizione che più conviene agli Usa e alla Cina. L’Europa completamente schiacciata sulle esigenze americane (ricordate quando Trump ci diceva di spendere di più per la difesa, che era stufo di pagare gran parte dei conti Nato per proteggere anche noi? Ricordate i discorsi sul gas liquefatto made in Usa?, il gas “buono”, ahimè così più costoso di quello russo?), la Russia accucciata sotto le ali di Pechino, ora più libera di penetrare l’Asia Centrale e in una posizione contrattuale più forte per approfittare dello sterminato patrimonio di materie prime della Russia. È notte, ed è più buia persino di quel che ora pensiamo.

Noi, qui, continueremo nel nostro piccolo sforzo di raccontare l’amatissima Russia. E lo faremo come dice la testata che ha irritato qualche bello spirito: “senza pregiudizi”. Lo faremo domani come lo facevamo ieri, con la guerra come senza guerra. Perché per noi “senza pregiudizi” vuol dire esattamente quello: provare a essere rispettosi e liberi, verso chiunque. Non abbiamo debiti, nessun incarichi da difendere o prebenda da conservare, né comparsate in Tv da conquistare. Aspettiamo l’alba.

Fulvio Scaglione 

 

 

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4 Comments

  1. Marcella Targa Marcella Targa 5 Marzo 2022

    Buongiorno dottor Scaglione, in molti articoli e commenti leggo spesso che il popolo russo è incolpevole. Le chiedo: possiamo continuare davvero a definirlo così? È sicuramente un popolo che ha conosciuto la libertà solo dal 1991, sono solo 30 anni che queste persone possono esercitare il diritto al dissenso, alla protesta e la discussione sulla “cosa” pubblica. Ma questo continuo silenzio, questa apatia, questa indifferenza verso la vita politica da parte della gente comune non cominciano ad essere difficilmente giustificabili? O forse i miei dubbi nascono da un modo di leggere la realtà russa con lenti “occidentali” che non sono adeguate per interpretare quella realtà? Sono giustificabili le parole di Anna Netrebko “non sono un esperto di politica”? Lo chiedo senza polemica: sono laureata in lingua e letteratura russa a Ca’ Foscari, dai primi anni Duemila lavoro nel turismo e ho portato centinaia di turisti russi in Italia, ho amici a Mosca e Kiev, a Mosca mi sento a casa. Come fanno ad accettare che Putin riporti indietro le lancette dell’orologio di oltre 30 anni?
    Grazie per una sua opinione

    • Fulvio Scaglione Fulvio Scaglione Post author | 6 Marzo 2022

      Buongiorno, e grazie per l’attenzione. Credo che alla Sua domanda, originata tra l’altro da un’ottima conoscenza della Russia e della sua gente, non sia possibile rispondere in breve. Mi limito, qui, a mettere in fila qualche elemento. 1. Putin è arrivato al potere dopo una lunga stagione (perestroyka + Eltsin) di cambiamenti in larga parte incontrollati che hanno sconvolto la vita dei russi. Quando Putin ha promesso “legge e ordine” per moltissimi russi è stato un sollievo. E per molto tempo il patto “meno libertà per più ordine e benessere” ha funzionato. 2. Non dimentichiamo che per la Russia il potere forte, autocratico, è la norma, non l’eccezione. Quando chiamiamo “zar” Putin, crediamo di criticarlo. Ma per i russi è in linea con la storia del Paese, se vogliamo brevemente interrotta in quel quindicennio (perestroyka + Eltsin) che peraltro gli adulti ricordano con poco piacere. 3. In questi anni il sistema non ha certo lavorato per incrementare il senso critico dei russi. Semmai, ha lavorato per incentivare lo spirito nazionalista. E poi ci sarebbero tante altre cose da dire, ma servirebbe un libro e quindi mi limito a questo. Grazie mille!

  2. Daniele C. Daniele C. 12 Marzo 2022

    Attendiamo l’alba…

  3. stefano stefano 26 Marzo 2022

    “È notte, in una Russia che ha deciso la guerra e che ora applica a se stessa una specie di legge marziale che la umilia.”

    Basta e avanza questo per rimanere disgustato di un articolo degno di repubblica

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