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Posts tagged as “russia”

RUSSIA STRATEGICA PER KIM E LA COREA DEL NORD

di Giuseppe Gagliano – Alla vigilia del vertice tra Vladimir Putin e Kim Jong-un a Pyongyang, l’analisi delle motivazioni strategiche che guidano l’avvicinamento tra Russia e Corea del Nord assume una rilevanza cruciale per comprendere le dinamiche geopolitiche emergenti. La cooperazione militare tra i due Paesi è senza dubbio significativa, ma l’interesse di Pyongyang sembra andare oltre la semplice acquisizione di tecnologia militare avanzata in cambio delle proprie armi. La Corea del Nord potrebbe infatti perseguire obiettivi strategici a lungo termine che includono la creazione di un sistema economico alternativo, indipendente dall’influenza occidentale e centrato sulla partnership con Mosca.

I RADAR DEL SISTEMA NUCLEARE RUSSO NEL MIRINO DI KIEV

I droni ucraini hanno attaccato una stazione radar strategica russa di allarme rapido per attacchi, compreso l’uso di missili balistici, scrive The War Zone. Le immagini satellitari confermano i danni alla stazione Voronezh-DM nel territorio di Krasnodar. Questi radar ad altissima frequenza fanno parte di un sistema di allarme rapido per i missili balistici nucleari. Foto dai social network e immagini satellitari mostrano danni ad entrambi gli edifici che ospitano le apparecchiature della stazione. I sistemi radar sono sistemi molto sensibili e fragili e anche un colpo relativamente piccolo può renderli inutilizzabili per un lungo periodo di tempo.

RUSSIA E CINA INSIEME PER RIDISEGNARE IL MONDO

di Fulvio Scaglione – Bastava osservare la composizione della delegazione russa per capire quanta importanza il Cremlino abbia dato a questa ennesima visita di Vladimir Putin in Cina. Diversi vice premier e molti ministri ma su tutte quattro figure di spicco, due new entry e due veterani. Il neo primo vice premier Manturov, già ministro dell’Industria e del Commercio, e il neo ministro della Difesa, l’economista Belousov da un lato; dall’altro l’inossidabile ministro degli Esteri Lavrov, in quel posto da vent’anni, e l’indispensabile Elvira Nabiullina, dal 2013 governatrice della Banca centrale di Russia. Basta questo dato a far capire due cose. Putin sta superando la fase in cui l’imperativo fondamentale era resistere alle sanzioni e finanziare la guerra e cerca di attrezzarsi per muoversi al meglio in quel mondo nuovo che lui stesso, con l’invasione dell’Ucraina, ha contribuito a definire. E in questo mondo, la relazione tra Russia e Cina e delle due con l’Asia sta diventando essenziale.

PUTIN DI NUOVO IN CINA MA NON SOLO PER L’ECONOMIA

di Fulvio Scaglione – Proprio mentre il segretario di Stato Usa Antony Blinken visitava Kiev, per mostrare solidarietà all’Ucraina e per dare a Zelensky notizie (buone?) sulle sospirate forniture di armamenti, il Cremlino annunciava la visita di Vladimir Putin in Cina per il 16 e 17 maggio. Una coincidenza? Chissà. Resta il fatto che, rieletto per la quinta volta alla presidenza, Putin corre a far visita al collega Xi Jinping che a sua volta, un anno fa, era volato a Mosca per la prima visita all’estero dopo aver ottenuto il suo secondo mandato. Sono particolari ma confermano la relazione speciale tra i due Paesi. Relazione che, dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, consente alla Russia da un lato di condurre la guerra d’invasione e dall’altro di reggere alle sanzioni economiche dell’Occidente.

UNGHERIA, COSI’ ORBAN APRE LE PORTE ALLA CINA

(AsiaNews/Agenzie) – L’Ungheria apre alla cooperazione con la Cina anche sull’energia nucleare. Alla cooperazione atomica è infatti dedicato unico dei 18 accordi firmati nell’ambito della visita di Xi Jinping a Budapest, ultima tappa del suo viaggio in Europa che l’ha portato questa settimana anche in Francia e in Serbia. Nell’Ungheria del premier Viktor Orban il presidente cinese ha rilanciato ulteriormente l’asse con il primo partner europeo della Belt and Road Initiative, coniando per le relazioni con Budapest la definizione di “partenariato strategico globale per tutte le stagioni nella nuova era”.

TRATTATIVE RUSSIA-UCRAINA, ECCO CHI VOLLE BLOCCARLE

Le recenti rivelazioni della rivista americana Foreign Affairs non devono destare particolare sorpresa poiché gran parte di quanto affermato era stato già anticipato dall’ex analista dei servizi di sicurezza francesi Eric Denécé nel febbraio del 2023. Vediamo in breve di illustrare quali erano le considerazioni fatte da Denécé, direttore del Centro di ricerche sull’intelligence francese, sulle fallite trattative per fermare la guerra in Ucraina. E su chi porta la responsabilità di tale fallimento.

PRELIN, IL PROF DI PUTIN: “L’UCRAINA HA GiA’ PERSO MA LA PROSSIMA GUERRA SAREBBE L’ULTIMA”

Il colonnello Igor Nicolaevich Prelin ha servito per tutta la carriera (1962-1991) nel KGB, dove ha ricoperto successivamente ruoli nel servizio di controspionaggio, nel servizio di intelligence (Guinea, Senegal, Angola), presso la Scuola superiore di intelligence (dove ha avuto tra gli allievi anche Vladimir Putin – e come ufficiale stampa dell’ultimo presidente del KGB, il generale Vladimir Kryuchkov. Dal 1995 al 1998, Prelin è stato esperto presso il Comitato di Sicurezza e Difesa del Consiglio della Federazione Russa (Mosca). Da allora, dedica il suo tempo alla scrittura di saggi, romanzi e sceneggiature, mentre in parallelo prosegue una “carriera” di schermidore. Igor Prelin è membro del collegio dei consiglieri internazionali del Centro Francese di Ricerca sull’intelligence (CF2R), per cui ha già pubblicato numerosi rapporti e analisi, tra cui questa che segue.

DRAGONFIRE, ANCHE IL LASER CONTRO I DRONI RUSSI

Il Regno Unito sta valutando la possibilità di fornire all’Ucraina un prototipo avanzato del laser da combattimento DragonFire, un sistema progettato per intercettare e distruggere droni e missili. h
Questa mossa ha implicazioni geopolitiche significative. In primo luogo, dimostra l’intensificarsi del supporto militare occidentale all’Ucraina nel contesto del conflitto in corso con la Russia, segnalando un ulteriore impegno nel contrastare l’espansione delle capacità militari russe nella regione. L’offerta del laser DragonFire può essere vista, anche, come un tentativo del Regno Unito di riaffermare il proprio ruolo come attore principale nella sicurezza europea post-Brexit. Inoltre, questa azione potrebbe essere interpretata come una dimostrazione della volontà britannica di sperimentare e utilizzare nuove tecnologie militari in scenari reali, aumentando così la credibilità e la visibilità delle sue industrie della difesa. Infine, fornire un’arma così avanzata all’Ucraina potrebbe alterare gli equilibri strategici nel conflitto ucraino, forzando una riflessione sulla natura e l’intensità degli aiuti militari forniti dai Paesi occidentali. Questo potrebbe spingere la Russia a riconsiderare le proprie strategie o intensificare la ricerca di contromisure tecnologiche, aumentando la tensione nella già volatile situazione di sicurezza regionale.