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Posts tagged as “usa”

UCRAINA, IL RISCHIOSO BLUFF DEGLI USA

di Sascha Glaeser        Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha recentemente incontrato il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba a Washington e ha dichiarato che l’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Ucraina è “ferreo”. L’incontro tra i due politici è avvenuto mentre Mosca posizionava 90 mila soldati vicino al confine ucraino, portando molti a temere che un’invasione russa su larga scala dell’Ucraina potesse essere imminente. L’Ucraina è impantanata in una guerra con la Russia e i separatisti sostenuti dalla Russia nella regione orientale del Donbas dal 2014. I commenti di Blinken sono solo l’ultimo esempio di un alto funzionario dell’amministrazione Biden che non riesce ad accettare la realtà geopolitica sul terreno.

ASIA CENTRALE, L’INSIDIA DELLA CINA

di Lindsey Kennedy e Nathan Paul Southern        (L’insidia della Cina) L’idea di legittimare i talebani attraverso i colloqui di pace era difficile da digerire per i Governi dell’Asia Centrale che speravano di vedere questa minaccia schiacciata una volta per tutte dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti. La macchina delle pubbliche relazioni russa non ha certo perso tempo a cogliere questa preoccupazione. Nei mesi che seguirono l’ordine dell’allora presidente Donald Trump di ritirare 7.000 soldati americani dall’Afghanistan, la Russia ha rapidamente intensificato gli avvertimenti secondo cui lo sbandamento delle truppe afgane e il ritorno di quelli che erano partiti per unirsi allo Stato Islamico avrebbero rappresentato una nuova minaccia alla sicurezza, con Putin in tournée in quattro dei cinque stati dell’Asia Centrale per offrire assistenza militare.

IN ASIA CENTRALE NOSTALGIA DI MOSCA

di Lindsey Kennedy e Nathan Paul Southern       Sul treno notturno da Tashkent a Nukus in Uzbekistan (Asia Centrale), un ufficiale dell’esercito uzbeko ubriaco vuole sapere da dove veniamo. “Inghilterra” viene accolta con un’alzata di spalle vacua. Sentendo “Scotland”, però, il suo viso si illumina. “Scozia!” esclama, mimando la cornamusa. “Cuore impavido!” In un mix di russo fluido, inglese stentato e mimo, esprime un sentimento che rileviamo ancora e ancora, in tutto il Paese: la Scozia è per il Regno Unito come l’Uzbekistan è per la Russia, solo che nel caso dell’Uzbekistan l’indipendenza è stata conquistata. Quindi, senza apparente senso di ironia, l’ufficiale tira fuori il suo telefono e ci mostra il suo passato del presidente russo Vladimir Putin. Fa un pollice in su. “Putin, io amo”.

IL COMPLOTTO CHE NON FUNZIONA MAI

Mi sto occupando di Ucraina per un prossimo articolo. E in un lungo rapporto di uno dei più noti e autorevoli think tank di Kiev incontro questo paragrafo: “…l’aggressione della Russia al continente europeo è una minaccia a lungo termine per l’UE, un aggravante dei problemi interni dell’UE. Il Cremlino sta esercitando un’ampia influenza ibrida sull’UE con lo scopo di causare la disintegrazione dell’UE e riformattare il sistema politico europeo secondo il suo piano. Gli intenti di Mosca sono: destabilizzare la situazione interna nei paesi della UE, discreditare le istituzioni UE, erodere i valori europei fondamentali, disorientare l’opinione pubblica, formare influenti lobby filo-russe all’interno della classe politica europea, sostenere i movimenti estremisti radicali”. Niente di strano, è il ritornello sul complotto che instancabilmente ripetono anche da noi molti politici, giornalisti, intellettuali o presunti tali. Teoria diffusa, insomma. Ma fino a che punto sostenibile?

DIFESA, RUSSIA E CINA INSEGUONO GLI USA

di Kyle Mizokami      La seconda e la terza più grande potenza militare del mondo, Russia e Cina, si stanno gradualmente avvicinando agli Stati Uniti, ma hanno ancora molta strada da fare sul piano della difesa. Almeno, questa è il pensiero della Rand Corporation, il cui rapporto sulla cooperazione militare Russia-Cina è uscito la scorsa settimana. Anche se si prevede che gli Stati Uniti rimarranno al vertice, la prospettiva che Mosca e Pechino lavorino insieme “complica le strategie militari degli Stati Uniti e dovrebbe imporre una rivalutazione dei piani di emergenza”. Il rapporto, esaminato in anteprima da Military Times, esamina lo stato attuale della cooperazione militare russa e cinese. I due Paesi vicini erano alleati all’inizio della Guerra Fredda, poiché l’Unione Sovietica e la Repubblica Popolare Cinese condividevano la stessa ideologia comunista. A metà degli anni Sessanta, tuttavia, il blocco cino-sovietico si era diviso e nel 1969 Urss e Cina si erano anche scontrate brevemente in una guerra di confine.

ADDIO MERKEL, AVVERSARIA RISPETTATA

di Dmitri Trenin        I sedici anni di Angela Merkel come cancelliera tedesca hanno plasmato il posto e il ruolo di Berlino in Europa e nel mondo del XXI secolo. La sua eredità vivrà a lungo dopo che si avrà abbndonato la leadership. Pur essendo saldamente radicata nell’Unione Europea, la Germania è diventata il suo vero, anche se non assoluto, leader. Il pacifico paladino di una versione europea soft del liberalismo. L’aperto sostegno a certi valori, tuttavia, non si traduce in interventismo. Né impedisce alla Germania di perseguire i propri interessi commerciali o di condurre una politica estera pragmatica, entro i limiti del quadro UE/NATO. La leadership della Merkel è stata quasi sempre stabile e affidabile e le sue politiche in gran parte prevedibili. È vero, né la Germania all’interno dell’UE né l’UE all’interno del sistema guidato dagli Stati Uniti hanno raggiunto l’autonomia strategica, ma questo non era certo l’obiettivo della Merkel. Vista da Mosca, l’eredità della Merkel può essere riassunta come segue: riconferma dell’orientamento atlantista della Germania; raggiungimento di una posizione di primus inter pares all’interno dell’Unione Europea; presa di distanza dalla Russia pur mantenendosi in contatto con essa.

PAKISTAN E CINA, UN’OCCASIONE PER LA RUSSIA

di Abbas Dzhuma      La stretta relazione tra Cina e Pakistan è di lunga data ed è ormai data per scontata. Diciamo Islamabad ma teniamo a mente Pechino e il suo ambizioso progetto della Nuova Via della Seta, oltre al Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) in esso incluso, stimato in ben 62 miliardi di dollari. Tuttavia, questo non esaurisce la collaborazione tra i due Paesi, che spesso si sostengono a vicenda su questioni particolarmente delicate. Che si tratti dell’atteggiamento nei confronti dei talebani in Afghanistan o dei territori contesi. Inoltre, Pechino e Islamabad conducono regolarmente esercitazioni militari congiunte e realizzano scambi su larga scala di armi e attrezzature militari. Così, all’inizio di quest’anno, diversi droni d’attacco cinesi sviluppati dal Chengdu Aircraft Industry Group of China (CAIG) sono entrati in servizio nell’aeronautica pakistana. Secondo alcuni rapporti, questi droni da combattimento sono solo una piccola parte di un più ampio accordo tra il Pakistan e il Celeste Impero. Tuttavia, di recente, sono emerse informazioni secondo cui è improbabile che i droni forniti dai cinesi siano in grado di spaventare molto gli stessi indiani (dopotutto, è contro di loro che Islamabad si sta armando). Ed ecco perché.

MACHISMO PUTINIANO E INFORMAZIONE DI QUALITA’

I riti del giornalismo tendenzioso riescono, a volte, a essere persino esilaranti. L’ultimo caso è l’articolo di un prestigioso quotidiano nazionale dedicato al machismo di Vladimir Putin. Vi sono pochi dubbi che Vova si presenti ai russi con l’immagine del maschio Alfa. Bisognerebbe forse anche spiegare, trattandosi di Russia e non di Spagna, che più che il macho qui entra in scena il muzhik, il mitico russo vero, integro, quello che esce dalle profondità della Grande Madre e ne incarna lo spirito di resilienza, il rapporto con la natura e i valori più profondi. Putin lo usa per propaganda? Ma certo cari, ovvio. Ma, appunto, il machismo non c’entra, è una patetica strizzata d’occhio ai nostri più triti luoghi comuni, giornalismo splatter.

LA UE VUOLE PIU’ GAS? MOSCA NON CE L’HA

di Marsel Salikhov (Presidente dell’Istituto per l’Energia e la Finanza)      Dopo aver raggiunto il record assoluto di 1.900 dollari per mille metri cubi all’inizio di ottobre, i prezzi dei futures sul gas sul mercato europeo sono scesi abbastanza rapidamente a circa mille dollari. Tuttavia, questo è ancora un livello molto alto. Il gas in Europa è ora significativamente più costoso del diesel e del propano, le alternative più costose in alcuni settori. La crisi del gas ha causato un’ondata di discussioni nello stile di “chi è la colpa” e “cosa fare”. Alcuni politici ed esperti europei tendono a vedere nella mano di Mosca la causa principale dell’attuale crisi. Allo stesso tempo, le principali speranze di un’ulteriore diminuzione dei prezzi sono associate a un aumento delle forniture da parte della Russia.

RUSSIA, GAS E STUPIDARIO OCCIDENTALE

di Mark Galeotti      Quel cattivone Vladimir Putin è tornato con i suoi trucchi. Questa volta non usa come arma gli hooligan del calcio o i vaccini contro il Covid ma a quanto pare il gas. Dal consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan al segretario alla Difesa britannico Ben Wallace, i politici fanno a gara per incolpare la Russia dell’attuale crisi globale del gas. Il guaio è che non solo questa è cattiva analisi ma è anche cattiva politica.