Press "Enter" to skip to content

Diplomatici e spie, l’Italia e gli ultras

di Fulvio Scaglione     A pensar male si fa peccato ecc. ecc. Comunque sia, quando i nostri servizi segreti pescarono il capitano di fregata Walter Biot che passava carte riservate o segrete ai due ufficiali russi accrediti presso l’Ambasciata di Roma, molti si chiesero perché a quel caso di spionaggio fosse dato tutto il risalto mediatico che ricordiamo. Nomi dei protagonisti subito passati ai giornali,  familiari intervistati come in qualunque caso di cronaca nera o di corna da periodici gossippari,  miriadi di esperti a spiegare come di  colpo l’Italia fosse al centro delle trame russe, accorati e ben orchestrati anatemi su Dimitrij Ostroukhov e Aleksey Nemudrov, i due diplomatici russi pescati con le mani nella marmellata e giustamente espulsi. Queste faccende, di solito, vengono spicciate per vie riservate, senza troppa pubblicità. Con Biot e soci tutto il contrario. Perché?

Un’ipotesi di spiegazione potrebbe venir fuori facendo un po’ di riassunto. L’intrigo italiano salta fuori a fine marzo. Negli stessi giorni, due diplomatici russi vengono espulsi dalla Bulgaria. Sembrano i gemelli di Nemudrov e Ostroukhov: hanno “comprato” degli ufficiali bulgari per farsi passare informazioni riservate. Un paio di settimane dopo, il 15 aprile, anche la Polonia decide di espellere tre diplomatici russi per “azioni ostili”. E subito a ruota (17 aprile) arriva la Repubblica Ceca, che ne espelle addirittura diciotto, identificandoli come spie del Gru (servizio segreto militare) e dell’Svr (servizio segreto estero) e, soprattutto, accusandoli di aver messo mano, nel 2014, all’esplosione di un magazzino di munizioni a Vrbetice in cui morirono due persone. L’annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri Jan Hamacek dopo che il premier Andrej Babis aveva detto di disporre di “prove certe”. Nessuno di loro ha spiegato come mai quelle “prove certe” siano arrivate proprio adesso, dopo tanti anni. Così come nessuno, in Polonia, ha spiegato quali fossero le “azioni ostili” di cui si erano resi colpevoli i diplomatici russi espulsi.

A occhio, tra qualche giorno dovrebbero arrivare espulsioni di diplomatici russi da Lituania ed Estonia. Scherzi a parte, anche dando per scontato che sia tutto vero (e cioè che i diplomatici russi in Bulgaria abbiano spiato, in Polonia compiuto azioni pericolose e in Repubblica Ceca organizzato attentati), il timing colpisce. Tutti beccati nel giro di qualche settimana, dopo (si presume) anni di onorato servizio. E siccome, appunto, pensar male è facile, spunta il sospetto che qualcuno, da qualche parte, per esempio gli Usa, abbia chiesto a un po’ di Paesi amici di darsi una mossa, frugando magari nei fondi di magazzino e montando un po’ di panna, per preparare e rafforzare l’offensiva (diplomatica e non) nei confronti di quella Russia che ormai è ufficialmente un nemico (versione più pudica: un “pericolo”) per gli Usa, la Ue e la Nato. E sempre a proposito di timing. La fine di marzo (caso Biot, espulsioni dalla Bulgaria) è anche il momento in cui la tensione nel Donbass ricomincia a salire, gli ucraini ricominciano a premere e ad accusare la Russia di progettare un’invasione.

Sono in errore, ovviamente, vittima del solito complottismo. Anzi, del “gomblottismo” di cui non soffrono, invece, gli illuminati che vedono la mano di Vladimir Putin anche in questo insolito freddo di primavera. E sia. Se però, per una combinazione astrale, il mio ragionamento avesse un qualche fondamento, mi chiederei dove stia andando la nostra politica. Perché Mario Draghi dice che siamo nella Ue e nella Nato e non si scherza, e si può anche capirlo. Con tutte le grane che abbiamo, meglio stare con i grossi. Però c’è modo e modo e allinearsi ai vassalli degli Usa, ai Paesi che sono disposti a pagare pur di avere una base Usa, non pare quello migliore. Avere un minimo di canale privilegiato con Mosca è sempre stato un utile asset per il nostro Paese. E poi i polacchi e i cechi e anche i baltici qualche buona ragione storica per fare gli ultras anti-russi ce l’hanno. Ma noi?

Fulvio Scaglione

One Comment

  1. carlo geneletti carlo geneletti 19 Aprile 2021

    bravo dott. Scaglione, parole sante. M chi ci da retta quando tutti i media di regime aizzano il popolo contro il mostro del Cremlino, quello che ha avvelenato gli Skripal e Navalny, senza ammazzarne nessuno, quello che ha fatto eleggere Trump e che l’ha manovrato per quattro anni — anche se Trump è stato, finora, il presidente più ostile alla Russia del dopoguerra — che ha mobilitato i catalani perché si agitassero per l’indipendenza, che ha interferito nelle ultime elezioni USA, anche se, a dire delle stesse autorità USA questa ultime elezioni sono state eccellenti, che … e finisco lì, ma ci sarebbe anche altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.