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Posts tagged as “russia”

SVEZIA E POLONIA ALLEATE IN PROFONDITA’

Saab Kockums, il ramo specializzato in marina da guerra della grande azienda svedese della difesa Saab Group,  prenderà parte a un programma di modernizzazione della flotta sottomarina polacca, già approvato dal Parlamento svedese.  La Svezia proverà a colmare le lacune della difesa navale polacca con i sottomarini A-17 / Söndermanland. Quando furono lanciati, negli anni tra il 1987 e il 1990, appartenevano alla classe Västergötland. Dopo la modernizzazione realizzata da Saab Kockums nel 2003-2004, sono stati assegnati a una classe separata.

IL GRANDE GIOCO SUL PICCOLO KARABAKH

di Marco Bordoni

Vista dall’Italia, la guerra armeno-azera sembra un affare abbastanza semplice. C’è il perfido sultano, nostalgico della gloria che fu, che stende i suoi tentacoli da Tripoli al Golfo Persico. Ci sono le orde infedeli che assaltano la ridotta cristiana fino a sommergerla. Il corollario è chiaro:  come può Putin, paladino cristiano della terza Roma, assistere impassibile? Come può tollerare l’ insolenza del Turco?

DALL’ARMENIA ALLA BIELORUSSIA, LA FINE DELL’URSS NON FINISCE MAI

di Fulvio Scaglione

La guerra tra Azerbaigian e Armenia per il controllo del Nagorno Karabakh gode di poca attenzione dalle nostre parti. Ed è un errore, perché dietro questo conflitto si nascondono temi che stiamo rimuovendo e che, al contrario, dovremmo affrontare. Chi volesse andare alle origini del conflitto dovrebbe risalire almeno al 1921, quando per volere del già potente Stalin la provincia, allora popolata al 98% da armeni, venne assegnata alla giurisdizione della Repubblica dell’Azerbaigian. Uno dei tanti assurdi compiuti in nome del “divide et impera” così caro al futuro dittatore.

USA E RUSSIA, LA SFIDA DEGLI ARSENALI

di Stefano Orsi

Di recente, il presidente Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni relative a nuovi sistemi d’arma che sarebbero a disposizione degli USA. Lo ha fatto a modo suo, anche durante una intervista rilasciata a  Bob Woodward per il suo nuovo libro. In particolare, Trump ha parlato di una nuova arma nucleare per gli arsenali americani, di un sistema che nessuno conosce o ha mai visto prima. Sono i soliti toni sopra le righe tipici di quest’uomo. Ma a quale sistema fa riferimento? In diversi momenti della sua presidenza Trump ha annunciato nuovi sistemi d’arma, dal missile “Super-Duper” ai caccia veramente “invisibili” ed ora la nuova arma nucleare, cui poi è seguito anche un annuncio di un sistema di nuovi satelliti militari. E non dimentichiamo, nel dicembre del 2019, il lancio della nuova Space Force.

QUEL CHE LUKASHENKO CI DICE DI PUTIN

di Marco Bordoni

Non sarebbe giusto giudicare Lukashenko per quel che appare oggi: un guitto, un cavallo spompato, un dinosauro, senza riconoscere i suoi meriti di ieri, facilmente reperibili a un clik di distanza, sul sito della Banca Mondiale:  tasso di povertà crollato dal 41% del 2000 al 5% di oggi, aspettativa di vita passata da 68 a 74 anni, reddito pro capite passato da 1.000 a 14.000 dollari l’anno, indice Gini (quello che misura l’ ineguaglianza sociale) fra i più bassi d’ Europa. Il tutto guidando non una superpotenza che galleggia su di un mare di petrolio e di gas (capaci tutti, vero Vova?), ma un’ anfora di coccio che può sostenere una bilancia commerciale da incubo con il poco che ha: trattori e chimica lasciate in eredità dall’ Urss e una montagna di patate.

PAPA FRANCESCO: PERCHE’ AMA LA RUSSIA

L’annunciato incontro a Cuba tra papa Francesco e il patriarca di tutte le Russie Kirill è senza dubbio un evento storico, dopo secoli di rivalità e incomprensioni tra due “colossi” della cristianità. Il Vaticano è il faro di più di un miliardo di cattolici nel mondo, che a loro volta sono la metà di tutti i cristiani, che sono il 31,7% della popolazione mondiale. Il patriarcato raduna quasi il 40% di tutti i fedeli ortodossi del mondo, e nella sua guida si riconosce oltre il 70% dei cittadini russi.

RUSSIA E USA ALLA GUERRA DEL GRANO

La prossima “guerra” tra Russia e Usa? Quella del grano. Sembra uno scherzo, ma la battaglia commerciale che gli americani si trovano, sorpresi, a combattere contro i russi ha implicazioni non solo economiche ma anche politiche e persino militari. Ecco come e perché.

RUSSIA, CINA E IL SUICIDIO DELL’EUROPA

A osservare la politica dell’Occidente, Europa e America, nei confronti della Russia, viene da chiedersi se non stiamo assistendo a un lento, doloroso e inspiegabile tentativo di suicidio politico. Pare infatti che le nostre cancellerie facciano tutto ciò che possono per spingere sempre più la Russia verso le braccia della Cina. Si sforzino, cioè, di consegnare il più vasto deposito di risorse naturali (gas e petrolio, certo, ma anche una gamma vastissima di minerali indispensabili all’industria, oltre a oro e diamanti), la Russia appunto, all’influenza della potenza manifatturiera della Cina. Favorendo così i piani di Xi Jingpi e della dirigenza cinese, che punta ormai a sfidare gli Usa sul piano della competizione globale.

SI VOTA IN RUSSIA: POTERE O CREDIBILITA’

Tra lo scambio di prigionieri con l’Ucraina e le elezioni amministrative, la Russia di Vladimir Putin ha vissuto momenti importanti, anche in proiezione futura. In comune le due vicende hanno questo: la “fatica” che rappresenta una Russia messa al bando dal mondo occidentale. Fatica per entrambe le parti. L’Occidente sente con sempre maggiore consapevolezza quanto possa costare, in termini di impegno geopolitico, il lusso di spingere la Russia fuori dal concerto internazionale: la crisi ucraina, il Medio Oriente e l’intesa economica e militare di Mosca con Pechino sono solo alcuni degli esempi possibili. Non a caso sia il presidente francese Macron sia quello americano Trump, prima dell’ultimo G7, hanno fatto trapelare l’idea di riammettere la Russia (uscita dopo i fatti di Ucraina) e tornare al G8.  

RUSSIA E UCRAINA, LA CRISI PARALLELE (1)

Gli utenti del World Factbook della Cia, rispettabilissima fonte di dati e statistiche, hanno di certo notato che i servizi segreti americani definiscono la Russia “Asia Centrale” mentre l’Ucraina senza esitazioni viene chiamata “Europa”. Un piccolo assurdo geografico che cancella la Russia europea fino agli Urali, ovvero il 40% del territorio della Federazione dove peraltro vive il 60% dei 142 milioni di cittadini russi. Ma soprattutto un’agnizione e un ripudio, un giudizio politico per ammettere ed escludere. È buffo. E se non fosse il minuscolo ma inconfondibile segno di un dramma politico e culturale farebbe persino tenerezza, questo improvviso rigurgito di guerra fredda.