A quanto pare, Vladimir Putin non è contento del suo Governo. Chi più chi meno, quasi tutti i ministri negli ultimi tempi si sono sentiti interpellare, in qualche caso apostrofare, per risultati che al Presidente non sono parsi adeguati. Ieri Putin ha lasciato cadere uno “speriamo che la campagna di vaccinazione possa accelerare i tempi” che deve aver fatto tremare qualcuno dalle parti del ministero della Salute guidato da Mikhail Murashko.
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"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.
Il virus COVID 19 perde la sua carica infettiva molto più velocemente di quanto si pensasse in precedenza. I dati lo testimoniano: dai tessuti “svanisce” dopo 15 minuti. I risultati della ricerca sono stati diffusi dagli specialisti del Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologica “Gamaleya”, scopritore del vaccino Sputnik V. Sono stati condotti studi sulla persistenza del virus su un asciugamano, su plastica, legno, metallo e piastrelle di ceramica. La vitalità di SARS-CoV-2 sulle diverse superfici era stata già testata in precedenza. Ad esempio, secondo il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (USA), il coronavirus resiste su plastica e acciaio inossidabile per 72 ore e sul cartone per 24 ore. La “vita” più breve del virus, cioè 4 ore, è stata registrata sul rame. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte notato che i dati sul comportamento del virus su superfici inerti sono ancora insufficienti.
I musulmani russi stanno intensificando il dialogo con il Vaticano. All’inizio di marzo si è tenuta a Mosca la presentazione della traduzione russa dell’enciclica di Papa Francesco Fratelli tutti, pubblicata il 3 ottobre 2020. È curioso che questa ampia enciclica sia stata prontamente tradotta e pubblicata non da una casa editrice cristiana, ma dalla casa editrice islamica Medina insieme con il team scientifico dell’International Muslim Forum (MIF) sotto gli auspici della Direzione Spirituale dei Musulmani della Russia (SAM).
di Emma Ashford e Matthew Burrows Il 17 gennaio, appena tre giorni prima dell’insediamento del presidente Joe Biden, Aleksei Navalny è tornato a Mosca dalla Germania, dove stava ricevendo cure mediche a seguito di un fallito tentativo di omicidio da parte del Cremlino. Entro una settimana dal suo ritorno, il noto dissidente è stato arrestato, processato e mandato in prigione. L’amministrazione Biden ha promesso sia di sostenere i diritti umani sia di impegnarsi con gli avversari per promuovere gli interessi americani. Ha mantenuto la prima di queste promesse il 2 marzo, quando ha emesso nuove sanzioni contro società e individui russi legati all’avvelenamento di Navalny.
di Fulvio Scaglione Nei giorni scorsi si sono incrociate due interviste così diverse da diventare complementari e da rivelare la vera natura della partita sui vaccini che si gioca, su scala globale, ormai da un anno. La prima è quella di Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Russian Direct Investment Fund (il fondo sovrano dello Stato russo) che ha finanziato le ricerche e la produzione d Sputnik V, il vaccino russo contro il Covid russo. Dmitriev ha parlato subito dopo che l’EMA (l’Agenzia europea per i Medicinali) ha annunciato ufficialmente di voler esaminare lo Sputnik V, cosa che finora non aveva mai fatto. E ha detto due cose piuttosto chiare e dure: ci auguriamo che l’esame della Ue sia improntato a criteri scientifici e non politici (ovvero: pensiamo o temiamo che non lo sarà, n.d.A.); si sappia che la Russia non fa alcuna pressione per vendere all’Europa il suo vaccino contro il Covid, abbiamo già ordinazioni importanti da parte di 44 Paesi.
Repressione. Anzi, feroce repressione. Questa l’espressione più usata dai media occidentali per raccontare le reazione delle forze dell’ordine russe di fonte ai manifestanti “pro Navalny” scesi in piazza il 23 e il 31 gennaio. Secondo i dati dell’Ong progressista e liberale russa Ovd-Info, nel primo caso sono state arrestate più di 4 mila persone, nel secondo 5.754. Prima ancora, altri arresti: quando Navalny era stato fermato in aeroporto al ritorno dalla Germania (69 persone) e quando il Tribunale aveva confermato l’arresto (73), avviando così la procedura giudiziaria che avrebbe portato Navalny alla condanna a due anni e otto mesi di carcere. Stiamo parlando, ovviamente, di dati relativi alla Russia intera (140 milioni di abitanti).
di Fulvio Scaglione Sono interessanti le dichiarazioni rilasciate da Niels Annen, ex ragazzo prodigio del Partito socialdemocratico, ex segretario del movimento giovanile del Partito e ora vice ministro degli Esteri della Germania. Annen si è detto più ottimista sulle prospettive di completamento del gasdotto Nord Stream 2 dopo il cambio di amministrazione negli Stati Uniti, da Donald Trump a Joe Biden. Ma ha anche esortato a rimanere “realistici” sul tema del gas.







