Giusto trent’anni fa, il 17 marzo del 1991, l’URSS chiedeva ai propri cittadini, tramite referendum, se era ancora desiderata o no, se doveva continuare a vivere o morire. Era il Vsesojuznyj referendum o sochranenii SSSR, il Referendum dell’intera Urss sulla conservazione dell’URSS, già dal nome un assurdo storico mica male.
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"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.
Le ragazze hanno le tette grosse e lui mostra il dito medio. Los Angeles? No, Mosca. Per di più, siamo nella sede di Alfa Bank, che ha appena nominato quel ragazzaccio direttore delle proprie Attività giovanili. Lui si chiama Morgenshtern, è un rapper, il più noto di tutte le Russie. E, dicono i portavoce della banca, con un solo breve spot rappato ha procurato ad Alfa Bank 25 mila nuovi correntisti. Tutti giovani, ovviamente.
di Henry Olsen Il recente annuncio che Cina e Russia intendono cooperare per costruire una stazione di ricerca sulla Luna è inquietante. Sebbene gli effetti immediati siano minimi, è ancora un altro segno che Mosca e Pechino si stanno avvicinando a un’alleanza di fatto contro l’Occidente. In sé e per sé la stazione di ricerca lunare nutre poca importanza e non comporta minacce immediate. Nessuno dei due Paesi ha la capacità di costruire una simile struttura. E gli stessi progetti suggeriscono che non potrebbe essere costruita fino a un qualche anno dopo il 2030, con un’attività umana significativa e duratura ancora più lontana nel futuro. Gli americani non devono pensare di doversi presto confrontare con qualche segretissimo laser cinese o altre armi collocate sulla Luna.
Per la terza volta in tre anni la Russia cambia il suo ambasciatore in Bielorussia. Dall’agosto 2018 all’aprile 2019 il posto fu occupato da Mikhail Babich. Poi toccò a Dmitrij Mezenzev. Ora è già stato nominato il terzo, che sarà Evgenyj Lukyanov, attualmente ambasciatore in Lettonia.
Tra Russia e Lituania può scoppiare una grave crisi diplomatica. Tutto a causa di un tenente e dei fatti del 13 gennaio 1991. Nel marzo del 1990, infatti, il Parlamento lituano aveva proclamato l’indipendenza. Dopo vari tentativi di bloccare il processo e far rientrare la crisi, Mikhail Gorbaciov rivolse (10 gennaio 1991) un ultimatum affinché Vilnius riconoscesse la sovranità sovietica, minacciando un intervento militare. Nei giorni successivi la popolazione lituana cominciò a raccogliersi intorno alla sede della televisione e del Parlamento finché il 13 gennaio le truppe e i corpi speciali sovietici, appoggiati da mezzi corazzati, passarono all’attacco. Nelle operazioni per disperdere la folla morirono 13 persone e altre 140 furono ferite. Uno dei carri armati sovietici era comandato, appunto, dal ventiduenne tenente Yuriy Mel’.
Nella giornata di ieri (per la precisione, fino alle 14,45 ora locale) la Rete russa ha vissuto un down di proporzioni inedite. Il 92% degli utenti di Rostelekom, il maggiore prevede Internet di Russia, ha denunciato difficoltà di funzionamento. Per ore sono stati irraggiungibili i siti della Presidenza, del Governo, del Primo Ministro, del Comitato Investigativo, di Rockomnadzor (l’Agenzia federale per i diritti del consumatore e la protezione del malato), della Procura generale di Russia, della Duma (camera bassa del Parlamento), del ministero dell’Industria e del Commercio, del Consiglio di Sicurezza e del ministero dello Sviluppo Economico. Sono rimasti bloccati gli Internet banking di Alfa Bank, Qiwi, BTB e delle Poste russe. Altre aziende e istituzioni (per esempio l’agenzia Tass o il motore di ricerca Yandex, il più frequentato del Paese) hanno patito grosse difficoltà. Così a lungo, e soprattutto in modo così mirato ai centri decisionali, la Rete russa non era mai stata a terra. Identico problema in molte regioni: Rete fuori uso per i siti del Governo locale, della magistratura e delle forze dell’ordine di Celyabinsk, Kusk e Murmansk, difficoltà in molti altri centri.





