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Fulvio Scaglione

Posts published by “Fulvio Scaglione”

"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.

TAGIKISTAN E TALEBANI, NEMICI PER FINTA

di Temur Umarov     Nelle ultime settimane, il Tagikistan è salito alla ribalta della cronaca per la sua posizione dura sull’Afghanistan, dove i talebani sono recentemente tornati al potere. Potrebbe sembrare che, se qualcuno dovesse preoccuparsi di mantenere buoni rapporti con i talebani, questo sarebbe il Tagikistan. Ha un lungo confine montuoso con l’Afghanistan che è difficile da controllare e si ritiene che l’esercito tagiko sia il più debole dell’Asia centrale. Il Tagikistan è una transito per la maggior parte del traffico di droga dall’Afghanistan alla Russia e all’Europa e il Paese ha subito numerosi attacchi terroristici negli ultimi anni. Tuttavia, a differenza dei suoi vicini dell’Asia centrale, oltre a Russia e Cina, il Tagikistan non ha fretta di stabilire legami con il nuovo governo di Kabul. Al contrario, ha assunto il ruolo di principale avversario dei talebani, presumibilmente sostenendo i resti delle forze di opposizione afghane (sebbene Dushanbe lo neghi).

ADDIO MERKEL, AVVERSARIA RISPETTATA

di Dmitri Trenin        I sedici anni di Angela Merkel come cancelliera tedesca hanno plasmato il posto e il ruolo di Berlino in Europa e nel mondo del XXI secolo. La sua eredità vivrà a lungo dopo che si avrà abbndonato la leadership. Pur essendo saldamente radicata nell’Unione Europea, la Germania è diventata il suo vero, anche se non assoluto, leader. Il pacifico paladino di una versione europea soft del liberalismo. L’aperto sostegno a certi valori, tuttavia, non si traduce in interventismo. Né impedisce alla Germania di perseguire i propri interessi commerciali o di condurre una politica estera pragmatica, entro i limiti del quadro UE/NATO. La leadership della Merkel è stata quasi sempre stabile e affidabile e le sue politiche in gran parte prevedibili. È vero, né la Germania all’interno dell’UE né l’UE all’interno del sistema guidato dagli Stati Uniti hanno raggiunto l’autonomia strategica, ma questo non era certo l’obiettivo della Merkel. Vista da Mosca, l’eredità della Merkel può essere riassunta come segue: riconferma dell’orientamento atlantista della Germania; raggiungimento di una posizione di primus inter pares all’interno dell’Unione Europea; presa di distanza dalla Russia pur mantenendosi in contatto con essa.

PAKISTAN E CINA, UN’OCCASIONE PER LA RUSSIA

di Abbas Dzhuma      La stretta relazione tra Cina e Pakistan è di lunga data ed è ormai data per scontata. Diciamo Islamabad ma teniamo a mente Pechino e il suo ambizioso progetto della Nuova Via della Seta, oltre al Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) in esso incluso, stimato in ben 62 miliardi di dollari. Tuttavia, questo non esaurisce la collaborazione tra i due Paesi, che spesso si sostengono a vicenda su questioni particolarmente delicate. Che si tratti dell’atteggiamento nei confronti dei talebani in Afghanistan o dei territori contesi. Inoltre, Pechino e Islamabad conducono regolarmente esercitazioni militari congiunte e realizzano scambi su larga scala di armi e attrezzature militari. Così, all’inizio di quest’anno, diversi droni d’attacco cinesi sviluppati dal Chengdu Aircraft Industry Group of China (CAIG) sono entrati in servizio nell’aeronautica pakistana. Secondo alcuni rapporti, questi droni da combattimento sono solo una piccola parte di un più ampio accordo tra il Pakistan e il Celeste Impero. Tuttavia, di recente, sono emerse informazioni secondo cui è improbabile che i droni forniti dai cinesi siano in grado di spaventare molto gli stessi indiani (dopotutto, è contro di loro che Islamabad si sta armando). Ed ecco perché.

TV E UN PO’ DI CENSURA, ECCO LA RICETTA

Le teorie dell’intellighenzia sulla “morte della televisione” e la sua sostituzione con Internet non corrisponde alla realtà della Russia profonda. Nell’interno del Paese, infatti, la Tv resta il principale mezzo di comunicazione. Lo dimostra lo studio del Centro scientifico di Vologda dell’Accademia delle Scienze condotto appunto nella regione di Vologda, dove peraltro le abitudini non sono molto diverse da quelle delle altre regioni.

COVID BATTE RUSSIA, ECCO PERCHE’

di Anna Nikolaeva       Martedì scorso, in Russia, è stato registrato un altro record di contagi da Covid: 34.325 nuovi casi. In termini di mortalità giornaliera siamo ai primi posti nel mondo, muoiono circa mille persone ogni giorno. Secondo i calcoli dei demografi, il calo naturale della popolazione negli ultimi dodici mesi ha raggiunto un milione di persone. Questa è la cifra annuale più alta dalla Grande Guerra Patriottica. Ma se l’Unione Sovietica vinse la lotta contro il fascismo, allora la Russia moderna sembra aver perso la battaglia contro il Covid.

MACHISMO PUTINIANO E INFORMAZIONE DI QUALITA’

I riti del giornalismo tendenzioso riescono, a volte, a essere persino esilaranti. L’ultimo caso è l’articolo di un prestigioso quotidiano nazionale dedicato al machismo di Vladimir Putin. Vi sono pochi dubbi che Vova si presenti ai russi con l’immagine del maschio Alfa. Bisognerebbe forse anche spiegare, trattandosi di Russia e non di Spagna, che più che il macho qui entra in scena il muzhik, il mitico russo vero, integro, quello che esce dalle profondità della Grande Madre e ne incarna lo spirito di resilienza, il rapporto con la natura e i valori più profondi. Putin lo usa per propaganda? Ma certo cari, ovvio. Ma, appunto, il machismo non c’entra, è una patetica strizzata d’occhio ai nostri più triti luoghi comuni, giornalismo splatter.

LA UE VUOLE PIU’ GAS? MOSCA NON CE L’HA

di Marsel Salikhov (Presidente dell’Istituto per l’Energia e la Finanza)      Dopo aver raggiunto il record assoluto di 1.900 dollari per mille metri cubi all’inizio di ottobre, i prezzi dei futures sul gas sul mercato europeo sono scesi abbastanza rapidamente a circa mille dollari. Tuttavia, questo è ancora un livello molto alto. Il gas in Europa è ora significativamente più costoso del diesel e del propano, le alternative più costose in alcuni settori. La crisi del gas ha causato un’ondata di discussioni nello stile di “chi è la colpa” e “cosa fare”. Alcuni politici ed esperti europei tendono a vedere nella mano di Mosca la causa principale dell’attuale crisi. Allo stesso tempo, le principali speranze di un’ulteriore diminuzione dei prezzi sono associate a un aumento delle forniture da parte della Russia.