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RUSSI, IL POPOLO DEI SOCIAL

Negli ultimi due decenni, vari sondaggi hanno segnalato il crescente numero di russi che utilizzano Internet per notizie o intrattenimento. Ma ora una nuova ricerca fornisce la misura di un uso sempre più attivo di questo mezzo di comunicazione. Si scopre infatti che quasi la metà di tutti i russi ha pubblicato qualcosa sui social network. Lo studio, preparato da Brand Analytics e presentato in una recente conferenza a San Pietroburgo da uno dei suoi autori, Vasily Cherny, riporta che il numero di russi che riferiscono di aver effettivamente pubblicato qualcosa sui social network è passato dai 27 milioni del 2019 ai 64 di quest’anno, per lo più su Instagram, Vkontakte, YouTube e TikTok.

Parte di questa crescita esplosiva riflette senza dubbio il fatto che moltissimi russi sono stati confinati nelle case a causa della pandemia e quindi hanno sfruttato i social network ancor più di quanto fosse lecito immaginare. Ma anche a far la tara a tale crescita, i numeri restano significativi per due motivi. Da un lato, la metà di tutti i russi equivale a due terzi o addirittura a tre quarti dei russi in età lavorativa, che ora hanno familiarità e si sentono a proprio agio con i social. È probabile, quindi, che continueranno a usarli e indurranno altri a usarli anche dopo la fine della pandemia. Dall’altro, questo accesso di massa ai social crea un potenziale conflitto con il  Cremlino e le sue misure relative alla pubblica opinione. La maggior parte di tali misure non colpisce direttamente la maggior parte dei russi, anche se la repressione del dissenso e l’imposizione di maggiori controlli sui media li danneggia.

Ora l’attenzione del potere si è spostata sui social media, nell’ovvio timore che tali media possano lavorare contro il Cremlino. In questo caso, però, non hanno a che fare con centinaia o migliaia di persone, come quelle che possono scendere in piazza, ma con decine di milioni che si aspettano di poter usare Internet nel modo in cui lo fanno ora. Nel frattempo, secondo un altro studio, Internet sta producendo un altro cambiamento nella società russa che potrebbe creando ulteriori problemi. Poiché gli abitanti dei villaggi sono esposti alla vita cittadina tramite materiali online, un numero crescente di loro è interessato a lasciare le zone rurali e trasferirsi non nelle metropoli locali ma nelle megalopoli. Ciò significa che le principali città della Russia si troveranno ancora una volta con una grande frazione della loro popolazione composta da ex residenti rurali, persone che vengono spesso chiamate contadini. Ciò ha contribuito a definire le città dell’URSS negli anni Trenta e Quaranta, e Internet sembra portare a una ripetizione di quel fenomeno.

Ciò è particolarmente vero perché Internet, come la collettivizzazione e l’industrializzazione ai tempi di Stalin, sta portando così tante persone a spostarsi dai villaggi alle grandi città così in fretta che probabilmente non avranno la possibilità di abituarsi alle norme urbane come invece avrebbero avuto con un processo più lento e graduale. Grazie a Internet, possono sfidare direttamente ciò che, delle città, li ha attratti.

di Paul Goble

Pubblicato in Window on Eurasia

 

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