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SANZIONI, QUELLE DI BIDEN NON MORDONO

di Ivan Tkacëv    Il 18 marzo 2021 sono entrate in vigore nuove sanzioni americane a causa dell’avvelenamento del leader dell’opposizione Aleksey Navalny con l’uso, come credono i Governi occidentali, della sostanza militare Novichok, bandita a livello internazionale. Le sanzioni di varie agenzie, tra cui il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, sono state annunciate il 2 marzo per entrare in vigore dopo quindici giorni, come di norma. Il ministero degli Esteri russo ha definito le azioni degli Stati Uniti un tentativo di interferire negli affari interni, usando come pretesto “la deliberata provocazione di un presunto avvelenamento di Navalny con una sorta di stanza chimica militare”.

Le nuove sanzioni includono una lista nera di funzionari russi e agenzie governative compilata dal Tesoro degli Stati Uniti, diverse misure simboliche da parte del Dipartimento di Stato (come la fine delle esportazioni di armi statunitensi verso la Russia, già virtualmente inesistenti) e l’inasprimento delle restrizioni del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sull’esportazione in Russia di beni e tecnologie che potrebbero avere un uso sia civile sia militare. Il documento del Bureau of Industry and Security (BIS) sull’entrata in vigore delle restrizioni all’esportazione è stato pubblicato nella gazzetta ufficiale del Governo degli Stati Uniti.

Dalle statistiche che abbiamo studiato, risulta che le prime sanzioni imposte dall’amministrazione del presidente Joe Biden in termini di restrizioni all’esportazione interesseranno meno dell’1% delle forniture annuali americane alla Russia.

“Molti leader dell’industria tecnologica russa sono da tempo nelle liste delle sanzioni del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, quindi, la sostituzione delle importazioni di componenti di base in aree critiche di tale industri è un processo costante”, ha commentato il ministero russo dell’Industria e del Commercio. Il ministero ha inoltre affermato che sta fornendo supporto a produttori e sviluppatori nazionali, inclusi sussidi e incentivi fiscali per sviluppatori di prodotti elettronici. E sta lavorando per stimolare la domanda di prodotti finali e microprocessori. “Inoltre, il mercato dell’elettronica, oggi, non si riduce alle sole tecnologie degli Stati Uniti ma include una serie di prodotti disponibili da altri Paesi”.

Il 18 marzo, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha incluso la Russia nell’elenco dei Paesi in cui è vietata l’esportazione di prodotti e sistemi per la difesa (il regime dell’American International Arms Trade Regulations, ITAR; è gestito dalla Direzione per il controllo del commercio della difesa del Dipartimento di Stato). Nel 2019 le esportazioni statunitensi in Russia, regolate dal regime ITAR, sono state pari a 11,5 milioni di dollari (nel 2018 furono di 0,8 milioni). Secondo il Dipartimento di Stato, è stata concessa un’esenzione permanente dal divieto di esportazione della difesa per i prodotti che supportano la cooperazione tra Russia e Stati Uniti nello spazio e un’esenzione temporanea (fino al 1 settembre 2021) per i lanci di missili commerciali della Russia. Le esportazioni americane in Russia sotto il regime ITAR nel 2019 potrebbero riguardare la cooperazione spaziale, che è stata esentata dalle nuove sanzioni. Le regole ITAR si applicano, tra le altre cose, ad astronavi civili e satelliti in grado di tracciare il movimento di oggetti terrestri o spaziali utilizzando radar o sistemi laser, o dotati di un sistema autonomo di prevenzione delle collisioni.

Nell’annunciare le sanzioni per l’avvelenamento di Navalny, il Dipartimento di Stato americano ha ribadito le restrizioni già imposte dall’amministrazione di Donald Trump nel 2018 dopo l’avvelenamento dell’ex ufficiale del GRU Sergei Skripal e di sua figlia Yulia, compresa la sospensione di eventuali prestiti statali dagli Usa. Washington comunque non fornisce assistenza finanziaria alla Russia: il più recente programma di questo tipo è stato il sostegno a garanzia dei prestiti,forniti dalla Export-Import Bank degli Stati Uniti per l’acquisto di aeromobili Boeing per Aeroflot nel 2013.

Gli Stati Uniti hanno introdotto ulteriori restrizioni all’esportazione in Russia di merci e tecnologie sensibili per la sicurezza nazionale Usa. In generale, il sistema di controllo delle esportazioni degli Stati Uniti si presenta così: circa il 5% delle transazioni di esportazione degli Stati Uniti richiede un permesso speciale (licenza). La maggior parte di queste esportazioni sono soggette alle normative del Dipartimento del Commercio e del Bureau of Industry and Security. E una di queste norme è appunto l’eventuale importanza per la sicurezza nazionale americana della tecnologia destinata a essere esportata.

di Ivan Tkacëv

  1. continua  Pubblicato da RBK

 

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