di Pietro Pinter – A inizio febbraio, il Consiglio Europeo si riunirà nuovamente per trovare un accordo sulla Ukraine Facility Regulation, il quadro legale proposto dalla Commissione Europea a giugno 2023 – e approvato dal Parlamento Europeo ad ottobre – per fornire 50 miliardi di aiuti finanziari all’Ucraina per 5 anni, sul modello del Recovery Fund: ogni tranche di aiuti dovrà essere preceduta da diverse “riforme” da parte dell’Ucraina, concordate in un apposito piano. Se il sostegno della Commissione Europea, ultra-atlantista e autrice di molte fughe in avanti sull’Ucraina (si ricordi ad esempio, la folle proposta di una no fly zone sul Paese) è sicuro, lo stesso non si può dire per il Consiglio Europeo (gli Stati membri) che deve approvare all’unanimità il disegno, trattandosi di una decisione UE in tema di politica estera.
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di Giuseppe Gagliano – In una conferenza governativa tenutasi martedì 9 gennaio, il ministro della Difesa della Russia, Sergei Shoigu, ha presentato alcuni aggiornamenti cruciali, come riportato dalla TASS, l’agenzia stampa statale russa. Shoigu ha evidenziato che, nel corso dell’anno passato, le forze armate ucraine hanno subito perdite significative. “Con un’azione sistematica e metodica, abbiamo diminuito la capacità militare dell’Ucraina. Le vittime tra i loro ranghi hanno raggiunto le 215.000 unità, con la distruzione di 28.000 pezzi di armamento,” ha dichiarato Shoigu. Ha inoltre aggiunto: “Rimane ferma la nostra presa strategica lungo la linea del fronte.” Il ministro ha poi sottolineato l’intenzione della Russia di potenziare la produzione di droni: “Stiamo programmando di aumentare l’offerta dei nostri modelli di droni più richiesti. Questo includerà lo sviluppo di una gamma completa, dai droni leggeri fino a quelli di maggiori dimensioni”.
di Giuseppe Gagliano – Gli Usa stanno rafforzando in modo discreto le difese antiaeree di Kiev, utilizzando una tecnologia avanzata per la fusione dei dati al fine di migliorare le capacità di intercettazione. Al contempo, l’intelligence ucraina sta monitorando attentamente varie fonti per proteggere la posizione delle installazioni sensibili. Nonostante l’intensificarsi degli attacchi russi nelle ultime settimane, Kiev è riuscita a mantenere un alto tasso di intercettazione dei missili da crociera e ipersonici del nemico. Questo successo è in parte attribuito a uno strumento di fusione dei dati fornito in modo discreto da Washington.Questo strumento, noto come Integrated Battle Command System (IBCS), sviluppato dal gruppo di difesa Usa Northrop Grumman, non appare in alcuna lista di consegna ufficiale del Dipartimento di Stato americano e il suo utilizzo è tenuto segreto per ragioni operative nelle difese antiaeree.
di Giuseppe Gagliano – In Francia, un gruppo ristretto di consulenti aziendali di alto profilo sta mantenendo le attività a Mosca nonostante le tensioni geopolitiche. Questi consulenti, tra cui spiccano figure che hanno facilitato i viaggi dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy tra Parigi e Mosca, mantengono stretti legami con società francesi che operano in Russia. Tra i più noti figura Jean-Pierre Thomas, ex tesoriere del Partito Repubblicano francese e consigliere speciale per le relazioni economiche tra Francia e Russia durante il mandato di Sarkozy. Thomas gestisce Thomas Vendôme Investment, una società di consulenza strategica con sede a Parigi, che fornisce assistenza a società francesi in Russia. Collaboratori di spicco di questa società includono Christian Jacob, ex ministro della Pubblica amministrazione, il banchiere Paul Le Bihan e Jean-Pierre Quatrhomme, esperto in gestione patrimoniale.
di Giuseppe Gagliano – Aleksey Sobchenko, storico e commentatore politico nonché ex interprete diplomatico, rappresenta da ottobre il Congresso dei deputati del popolo a Washington. Questo gruppo, con base a Varsavia e guidato dall’ex deputato russo, uomo d’affari e attivista Ilya Ponomarev, si sta impegnando per convincere i legislatori statunitensi e la Casa Bianca a considerare l’idea, finora rimasta tabù, di un cambio di regime a Mosca. Questa posizione è allineata con i principi promossi dall’apparato comunicativo di Kiev, quali la de-imperializzazione, la smilitarizzazione e il decentramento della Russia, e la ferma posizione di non negoziare con il regime di Vladimir Putin.
di Giuseppe Gagliano – Vasyl Malyuk, capo del servizio di sicurezza interno dell’Ucraina (SBU), sta sempre più di propagandando le operazioni compiute dai suoi commando, come riferito alla CNN in agosto, inclusa quella contro Ponte di Crimea nel Mar Nero usando i droni Sea Baby sviluppati dal suo servizio. Questo desiderio di attenzione mediatica riflette quello della Direzione Principale di Intelligence Militare (GUR) del ministero della Difesa, che dall’inizio della guerra pubblicizza le proprie operazioni. Malyuk vuole aumentare il numero delle forze speciali SBU Alpha per compiere operazioni “colpisci e fuggi” contro le forze russe lungo il fronte, in coordinamento con il GUR sotto il Comando delle Forze Speciali Ucraine, il SSO.
da Il Sussidiario.net – di Giuseppe Gagliano – Marco Mancini, una lunghissima militanza all’interno dei servizi segreti italiani, prima al Sismi e da ultimo al…
di Giuseppe Gagliano – Nel mondo ombroso dell’intelligence russa, poche figure sono tanto enigmatiche quanto il generale Vladimir Alekseyev, primo vicedirettore della GU, l’agenzia di intelligence militare russa precedentemente nota come GRU. La sua figura emerge in un momento cruciale, dove il gioco di potere e l’influenza sul campo di battaglia in Ucraina delineano nuovi orizzonti per la Russia. La carriera di Alekseyev nell’intelligence russa è lunga e variegata. A partire dal 1984 si è distinto nelle forze speciali del GRU, noto anche come Spetsnaz, dove ha guidato operazioni significative di sabotaggio, ricognizione e antiterrorismo. La sua ascesa all’interno della GU è stata costante e impressionante, portandolo al ruolo di primo vicedirettore.
dal Jerusalem Post – di Nick Kolyohin – Israele non dovrebbe danneggiare le proprie relazioni con la Russia, vista la lunga storia di cooperazione e il ruolo di Mosca in Medio Oriente. In mezzo a tutte le tensioni sulla scena internazionale e alle difficoltà che sia la Russia sia Israele si trovano ad affrontar e oggi nelle loro relazioni, Mosca gioca ancora un ruolo importante in Medio Oriente. Quindi Israele dovrebbe mantenere buone relazioni sia con gli Stati Uniti (come partner essenziale) sia con la Russia (che ha un certo livello di influenza su Siria e Iran). Israel “Relik” Shafir, generale di brigata (in riserva), fu uno degli otto piloti selezionati per la missione di bombardamento del reattore nucleare di Osirak, in Iraq, il 7 giugno 1981. Ha trascorso 31 anni come pilota e comandante nell’aeronautica israeliana, compresi periodi come comandante della scuola di pilotaggio della base aerea di Hatzor e della base aerea di Tel Nof.









