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Fulvio Scaglione

Posts published by “Fulvio Scaglione”

"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.

Russi conformisti o saggi? Parliamone

Lettera da Mosca resta fedele ai suoi intenti, primo fra tutti quello di pubblicare materiali non banali sulla Russia, a prescindere dall’orientamento ideologico e dalla provenienza. Per provare a capire prima di giudicare. E per uscire da quella brutta sceneggiatura hollywoodiana, genere “Ti spiezzo in due”, che è nella maggior parte dei casi l’informazione corrente sulla Russia. Per questo abbiamo pubblicato i due interessanti articoli ( qui e qui) di Andrey Kolesnikov, prestigioso osservatore della società e della politica russa. In essi l’autore spiega perché il consenso per Navalny non cresce, anzi, pare addirittura calare. E perché la maggioranza (più o meno silenziosa) dei russi continua a stare dalla parte di Vladimir Putin e del Cremlino.

PERCHÈ LA MAGGIORANZA STA CON PUTIN

di Andrey Kolesnikov   Il russo medio non è contento della situazione nel Paese, ma il malcontento non lo spinge a unirsi all’opposizione o ai movimenti della società civile. Al contrario, come ho provato a spiegare nell’articolo precedente, si sente infastidito quando un leader come Aleksey Navalny o chiunque altro sfida la sua visione del mondo, nella misura in cui il conformismo a volte si trasforma in un rifiuto aggressivo di tutti quei segmenti della società che sono critici verso il Governo. Questo articolo proverà a esaminare che cosa ha influenzato l’umore della maggioranza silenziosa e se un cambiamento sia ora possibile, dopo le proteste di gennaio e febbraio e prima dell’ipotetica campagna di protesta di primavera.

DAGLI USA: BIDEN, ATTENTO CON L’ UCRAINA

di Ted Galen Carpenter       L’amministrazione Biden sta facendo di tutto per assicurare al Governo ucraino che gli Stati Uniti e la NATO sono pronti a spallaggiare Kiev nel confronto crescente con i separatisti sostenuti dalla Russia e con la stessa Russia. Un comunicato stampa della Casa Bianca del 2 aprile ha confermato che nella sua telefonata al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Joe Biden “ha ribadito il fermo sostegno degli Stati Uniti alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina di fronte alla continua aggressione russa nel Donbas e in Crimea”. Altri esponenti di alto livello dell’Amministrazione, tra cui il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il Segretario di Stato Antony Blinken, hanno fatto lo stesso.

PERCHÈ IL RUSSO MEDIO NON SEGUE NAVALNY (1)

di Andrey Kolesnikov      Secondo un recente sondaggio, l’avvelenamento, il ritorno in Russia e la successiva prigionia hanno solo aumentato la sfiducia e la disapprovazione del pubblico russo nei confronti di Aleksey Navalny, come dimostra un recente sondaggio. La spiegazione non potrebbe essere più banale: in questo caso l’ambasciatore porta pena. Con le sue indagini sugli alti funzionari e il film sul “palazzo di Putin”, Navalny ha presentato nuove prove della corruzione e del fallimento morale della leadership del Paese. Ma la maggioranza silenziosa, il russo medio, non vuole sapere e preferisce rimuovere le informazioni negative e compromettenti sul proprio Paese.

KURAEV, IL PRETE-BLOGGER CHE DENUNCIAVA LA LOBBY GAY

Kirill, patriarca di Mosca e di tutta la Russia ha approvato la riduzione allo stato laicale del protodiacono Andrey Kuraev, ma ha imposto una moratoria sull’emissione del relativo decreto per dare a Kuraev il tempo e il modo di rivedere le sue opinioni. “Approvo la decisione con cui il Tribunale diocesano ha bandito il protodiacono Andrei Kuraev dal servizio sacerdotale, con riserva di espulsione dal sacerdozio. Questa decisione entrerà in vigore dopo l’emissione del decreto di riduzione allo stato laicale del protodiacono Andrei Kuraev. Gli si offre questo tipo perché possa ripensare alla sua posizione e tornare sulla retta via della Chiesa che a suo tempo aveva scelto”, dice la risoluzione patriarcale pubblicata domenica sul sito della diocesi della città di Mosca.

NATO, RIARMO DEL 7,4% NEL 2020

Il 4 aprile del 1949, cioè oggi 72 anni fa, veniva fondata l’Alleanza Atlantica, la Nato. Il ministero degli Esteri della Federazione Russa ha ritenuto di ricordare la data con un comunicato dai toni piuttosto duri. “La spesa della Nato per la difesa”, dice, “nel 2020 ha continuato ad aumentare ed è cresciuta del 7,4%. Una politica che produce solo una corsa globale al riarmo”.

ANNA KIKINA, DALLA BARBIE ALLO SPAZIO

Nel gruppo dei cosmonauti russi, oggi, c’è solo una donna: Anna Kikina. In questa intervista racconta di sé, della propria professione. E offre qualche consiglio a coloro che volessero ripercorrere la sua strada. “Il cosmonauta donna”, dice Anna, “segue lo stesso programma di addestramento del cosmonauta uomo. A bordo di un navicella spaziale la donna è, prima di tutto, una professionista che svolge i compiti  che le sono stati assegnati. Oggi tutti i cosmonauti sono “universali”, e non sono più divisi tra “pratici” e “teorici” come prima. Sia gli uomini sia le donne devono superare con successo tutti gli esami, possedere conoscenze teoriche che soddisfano i requisiti più elevati e allenarsi regolarmente, affinando le abilità acquisite e praticandone di nuove”.

CASO BIOT, UN MESSAGGIO ALLA NATO

di Luigi De Biase     Più passano le ore e più è evidente che l’arresto con l’accusa di tradimento del capitano di fregata Walter Biot e l’espulsione di due militari russi accreditati presso l’ambasciata a Roma sia da intendere come un segnale eloquente di lealtà che il Governo italiano ha deciso di lanciare ai partner della Nato, un segnale che rischia, tuttavia, di avere pesanti conseguenze sulle relazioni con il Cremlino. E’ scritto nei dettagli di questa vicenda, che i principali quotidiani raccontano da due giorni in modo piuttosto omogeneo. Un ufficiale di marina con quattro figli, quattro cani e una casa ancora da pagare disposto a passare documenti riservati a servizi stranieri per una ricompensa tutto sommato modesta. Un agente russo ammorbidito dalla vita romana al punto da seguire una routine per gli incontri con una fonte di informazioni. E un discorso in Parlamento, quello del ministro degli Esteri, Di Maio, con toni di massimo severità rispetto a eventi che sembrano oggi avere un peso relativo, in attesa di sapere quali documenti Biot abbia fornito ai russi.

Russi, le spie che tutti vorrebbero

di Marco Bordoni     Sono ormai diversi anni che ci si presentano a mazzi casi di cronaca internazionale, grandi e piccoli (da Litvinenko a Politkovskaya, da Nemtsov a Navalny, da Savoini a Skripal), che costringono i commentatori a schierarsi, con mille distinguo, accettando almeno una delle seguenti, improbabili, ipotesi.

A: l’apparato di intelligence russo, praticamente la spina dorsale dello Stato, l’élite del Paese, è composto da improvvisatori seriali, russi con due piedi sinistri, dediti al compimento di azioni capaci di superare in stupidità, malvagità e certezza di fallimento quelle dei super criminali di Cattivissimo Me.

B: i nemici della Russia sono potenze luciferine disposte a qualsiasi crudeltà criminale contro la popolazione (propria e altrui) e i propri protetti pur di incastrare, a suon di porcate & colpi bassi, l’incolpevole inquilino del Cremlino.

LA RUSSIA NON È UN PAESE PER GIOVANI?

Sette datori di lavoro su dieci non assumerebbero giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni perché pensano che questi mostrino scarso senso di responsabilità nei confronti del lavoro. È uno dei risultati dell’inchiesta che Rabota.ru, il più importante portale russo per la ricerca e l’offerta di lavoro, ha svolto in mille aziende del Paese. Il 56% (scelta multipla) dei rappresentanti d’azienda cita anche l’indisciplina come uno dei motivi per non considerare candidati di quella fascia d’età, e un altro 45% degli intervistati cita le aspettative troppo alte in relazione al salario.