Spiacenti, la Storia, come pure questa storia, non è cominciata in Ucraina nel 2014. Certo, è comodo per certa propaganda americana ed europea datare il deterioramento delle relazioni tra Occidente e Russia alla crisi di Maidan, la cacciata di Viktor Yanukovich, la riannessione da parte di Mosca della Crimea, la guerra nel Donbass. È ovviamente impossibile sottovalutare l’impatto di questi eventi, anche in termini di violazione di consuetudini consolidate e di trattati internazionali. Ma pensare che tutto sia partito da Maidan, che sia per la Crimea o il Donbass che si arriva al “Putin assassino” del presidente Joe Biden, come pretende la vulgata che viene ripetuta senza sosta, è semplicemente ridicolo.
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"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.
C’è una certa preoccupazione, a Mosca, per le mosse degli Stati Uniti che riguardano le Isole Farøer, il piccolo arcipelago di 18 isole e 52 mila abitanti che, con la Danimarca e l’Islanda, è uno degli elementi costitutivi del Regno di Danimarca. Le isole, che si trovano quasi esattamente a metà strada tra Scozia e Islanda, hanno una posizione strategica nel Nord Atlantico: non a caso nel 1940 furono occupate dagli inglesi, in risposta all’occupazione della Danimarca da parte degli eserciti della Germania nazista. Ora gli esperti della Difesa russi temono che gli Usa vogliano trasformarle in uno hub navale di contrasto della flotta sottomarina di Mosca.
di Ferghane Azihari Al momento della stesura di questo articolo, gli israeliani hanno somministrato 112 dosi di vaccino ogni 100 persone e stanno riaprendo la maggior parte delle attività. Seguono Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Cile e Stati Uniti, che hanno rispettivamente somministrato 75, 44, 43 e 36 dosi. La Ue e la Francia sembrano proprio un buco nero tra i Paesi sviluppati, con 13 e 12 dosi. Non è necessario avere un dottorato in epidemiologia per notare il fallimento del Vecchio Continente. La campagna di vaccinazione non è un’escursione che possiamo fare al ritmo che più ci aggrada. È uno sprint che condanna i Paesi più lenti a registrare le morti biologiche, sociali ed economiche di persone che avrebbero potuto essere salvate se questa corsa fosse stata presa sul serio.





MANIZHA, SCANDALO ALL’EUROVISIONE
di Alexandra Curtis L’8 marzo Manizha ha eseguito la sua canzone “Russian Women” in TV e, attraverso un televoto nazionale, si è guadagnata l’opportunità di rappresentare la Russia sulla scena internazionale, all’Eurovision Song Contest che si svolgerà a Rotterdam (Olanda) il 18, 20 e 22 maggio. La canzone, che sostiene fortemente l’emancipazione e l’affermazione delle donne, è andata particolarmente bene anche perché l’esibizione è avvenuta in coincidenza con la Giornata internazionale della donna.