di Giuseppe Gagliano Oggi la Russia commercia con l’India circa dieci volte meno di quanto fa con la Cina. La cooperazione tecnica militare tra Mosca e Nuova Delhi sperimenta molte complicazioni e persino battute d’arresto a causa della crescente presenza occidentale nel mercato della difesa indiano e della la strategia industriale “Make in India” dell’attuale Primo Ministro Modi. Esistono significative aree di disaccordo tra i due Paesi su molte questioni internazionali, tra cui il QUAD (il forum strategico tra Usa, Giappone, Australia e India, n.d.R.), l’Afghanistan, la Belt and Road Initiative proposta dalla Cina e altri ancora. Nel 2020, per la prima volta in vent’anni, Mosca e Nuova Delhi non hanno tenuto il loro regolare incontro annuale al vertice.
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"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.
di Marco Bordoni Slovyansk, 24 maggio 2014. I fotografi Andrea Rocchelli, Andrej Mironov e il giornalista francese William Roguelon, che si trovano nella città di Slovyansk per raccontare la guerra civile ucraina, decidono spostarsi nella vicina Kramatorsk. Hanno avuto notizia di un bombardamento da parte delle forze governative e vogliono verificare di persona. Si fanno accompagnare da un tassista, Evgheny Koshman, su una vettura che espone l’insegna distintiva della locale cooperativa tassisti, “Viva 1”, e dopo dieci minuti giungono alla fabbrica Zeus e alla ferrovia. Di fronte a loro, un po’ verso sinistra, sta il colle Karachun, su cui è installata l’antenna televisiva.
L’ex presidente ucraino Petro Poroshenko e il neo-eletto presidente degli Usa Joe Biden sono indagati in Ucraina. Lo ha annunciato Igor Golovan, avvocato di Poroshenko. Il procedimento penale è legato alla presunta interferenza nelle attività dell’ex procuratore generale ucraino Viktor Shokin, ed è stato aperto due ore dopo l’insediamento del 46 ° presidente degli Stati Uniti. Il caso nasce da una denuncia di Andrey Derkach, un deputato indipendente della Verkhovna Rada che l’anno scorso aveva reso pubbliche le registrazioni audio di una conversazione, presumibilmente tra Poroshenko e Biden, risalente al 2016. Biden era allora il vicepresidente degli Stati Uniti. L’ipotesi era che Biden avesse offerto a Poroshenko un miliardo di dollari per le dimissioni del procuratore generale Viktor Shokin. Andriy Derkach sostiene di aver ricevuto il materiale da giornalisti, che la registrazione fu fatta personalmente da Poroshenko e che essa è la dimostrazione della corruzione internazionale e del tradimento dell’ex Presidente ucraino.
Tutti conoscono Yandex come la società informatica fondata nel 1997 (oggi quotata alla Borsa di New York e a quella di Mosca) e titolare del motore di ricerca che controlla il 65% del mercato russo. Yandex, però, ha diverse altre attività, tra cui quelle di taxi, car sharing e food delivery. Proprio in quest’ultima veste l’azienda si è fatta promotrice di un appello al sindaco di Mosca, Sergej Sobianin, affinché inserisca i tassisti e i corrieri del cibo tra le categorie a cui distribuire in maniera prioritario Sputnik V, il vaccino antiCovid di produzione russa che è già stato inoculato in più di un milione di persone.
Nei giorni scorsi Lettera da Mosca ha fatto un ragionamento semplice semplice, persino scontato. Sputnik V, il vaccino russo anti-Covid che l’anno scorso (fu annunciato in agosto) era stato accolto con scetticismo dalla comunità scientifica e con ironia da molti osservatori ed espetti improvvisati, ed era stato ignorato da tutti gli altri Governi, è infine entrato nel salotto buono. Quattordici Paesi (tra cui Israele, Ungheria, Pakistan e Argentina) l’hanno acquistato o approvato. La Turchia ha stretto un accordo con la Russia per produrlo in proprio. La Germania si è fatta avanti per un progetto simile a quello turco. E la Ue, su richiesta russa, si è detta disposta ad attuare una “rolling review” (in pratica, una verifica in evoluzione) sullo Sputnik V, in vista ovviamente di una sua approvazione anche in ambito europeo. Ultimo ma non ultimo, l’ambasciatore d’Italia in Russia, Pasquale Terracciano, si è fatto vaccinare con Sputnik V e non l’ha certo nascosto.
di Kadri Liik Il Coronavirus non sembra aver cambiato il pensiero del Cremlino sugli obiettivi della politica estera, anche con l’Europa, pur bloccando molti degli sforzi necessari per perseguirli. In primavera e all’inizio dell’estate, ad esempio, il ministero degli Esteri russo si è concentrato sul rimpatrio dei cittadini bloccati all’estero, un tradizionale lavoro consolare che sembra aver incontrato qualche resistenza in altre parti del Governo russo. Secondo i pettegolezzi di Mosca, le agenzie statali incaricate di gestire la pandemia all’inizio erano riluttanti a consentire a potenziali portatori di infezione di entrare nel Paese. E il ministro degli esteri, Sergey Lavrov, ha dovuto lamentarsi con Putin per risolvere la questione.
di Kadri Liik Gran parte dei cittadini russi fatica a dare un senso alla crisi del Coronavirus. “La gente crede ai pettegolezzi, ma solo…
di Fulvio Scaglione Non si vorrebbe infierire ma i fatti parlano da soli. Ricordate i broncetti e i ditini alzati quando, l’11 agosto scorso, Vladimir Putin annunciò che la Russia aveva prodotto il primo vaccino anti-Covid, battezzato Sputnik V? Giù tutti a dire che avevano fatto troppo in fretta, che non era possibile, che era una truffa. E pazienza l’Oms, che voleva vederci chiaro: è il suo mestiere. E pazienza gli scienziati, che hanno comunque dei doveri e ai quali magari non faceva piacere che un russo qualunque, magari dentro un laboratorio militare, fosse arrivato al traguardo prima di loro. Ma tutti gli altri? Finti esperti, giornalisti che di vaccini non sanno un tubo ma pontificano? Tutti belli in riga a cantare la solita canzone: che Putin è cattivo, la Russia è l’impero del male, quindi da lì non può arrivare nulla di buono. E vai con l’ironia sul nome Sputnik V, che riprende quello del primo satellite artificiale messo in orbita intorno alla Terra, dall’Urss nel 1957… Ancora il mese scorso, un autorevole quotidiano economico italiano definiva la vaccinazione di massa in Russia, in quel momento appena annunciata, “una fuga in avanti”.








