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JOE BIDEN SOTTO INCHIESTA IN UCRAINA

L’ex presidente ucraino Petro Poroshenko e il neo-eletto presidente degli Usa Joe Biden sono indagati in Ucraina. Lo ha annunciato Igor Golovan, avvocato di Poroshenko. Il procedimento penale è legato alla presunta interferenza nelle attività dell’ex procuratore generale ucraino Viktor Shokin, ed è stato aperto due ore dopo l’insediamento del 46 ° presidente degli Stati Uniti. Il caso nasce da una denuncia di Andrey Derkach, un deputato indipendente della Verkhovna Rada che l’anno scorso aveva reso pubbliche le registrazioni audio di una conversazione, presumibilmente tra Poroshenko e Biden, risalente al 2016. Biden era allora il vicepresidente degli Stati Uniti. L’ipotesi era che Biden avesse offerto a Poroshenko un miliardo di dollari per le dimissioni del procuratore generale Viktor Shokin. Andriy Derkach sostiene di aver ricevuto il materiale da giornalisti, che la registrazione fu fatta personalmente da Poroshenko e che essa è la dimostrazione della corruzione internazionale e del tradimento dell’ex Presidente ucraino.

Poroshenko ha sempre risposto che la registrazione è un falso. Nel gennaio del 2018, Joe Biden ha dichiarato che durante una visita a Kiev nella primavera del 2016, aveva chiesto al presidente dell’Ucraina di liberarsi di Shokin se Kiev voleva essere sicura di ricevere un miliardo di dollari in prestito da Washington. A sua volta, secondo Fox News, Viktor Shokin ha ammesso di essere stato invitato a chiudere il caso Burisma, dove lavorava il figlio di Biden, mentre lui voleva continuare le indagini.

Viktor Shokin ha guidato la Procura generale ucraina per circa un anno, dal febbraio del 2015 all’aprile del 2016. In quella veste iniziò a indagare sulle attività di Burisma, una holding composta da diverse compagnie petrolifere e del gas ucraine, tra cui Esko-Pivnich e Pari. Hunter Biden ha fatto parte del consiglio di amministrazione della holding dal 2014 al 2019. Il suo compito era di supervisionare l’ufficio legale dell’azienda e promuoverla a livello internazionale. In quel periodo Hunter era anche presidente della Coalizione degli Stati Uniti per la leadership globale, del Centro per la politica della sicurezza e del National Democratic Institute.

La Casa Bianca ha sempre detto che il lavoro di Biden Jr. presso Burisma non presentava alcun conflitto di interessi e non interferiva con gli affari interni dell’Ucraina. Il figlio di Joe Biden, allora vicepresidente degli Stati Uniti, secondo le autorità americane, era un privato cittadino e il suo lavoro non riceveva alcun appoggio o sostegno da alcun rappresentante del potere esecutivo Usa.

Il lavoro di Biden Jr. presso Burisma, però, è coinciso con un caso di corruzione che riguardava l’azienda e su cui stava appunto indagando il procuratore Shokin. Indagine che è stata revocata appunto dopo le dimissioni del Procuratore stesso. A Kiev, il proprietario di Burisma, Nikolai Zlochevsky, fu accusato di truffa. Lasciò l’Ucraina nel 2014, e nel 2016 tutte le informazioni sulle accuse a suo carico furono rimosse dal sito web del ministero degli Interni su iniziativa dell’ufficio del Procuratore generale, cioè dal successore di Shokin. Le autorità britanniche allora congelarono depositi nelle banche londinesi per 23 milioni di dollari, presumibilmente appartenenti a Nikolai Zlochevsky. I conti furono messi sotto sequestro nell’ambito di un’indagine su truffe e riciclaggio di denaro da parte della direzione di Burisma, ma ben presto dovettero essere sbloccati, poiché la Procura ucraina si rifiutò di presentare i documenti necessari per il proseguimento delle indagini.

Viktor Shokin aveva in programma di interrogare tutti i membri del consiglio di amministrazione di Burisma, incluso Hunter Biden. Secondo quanto riportato dai media americani, nell’ambito dell’inchiesta è emerso che la società americana di Biden Jr. ha ricevuto da Burisma 160 mila dollari al mese durante il suo lavoro nell’azienda. Lasciando l’incarico nel 2016, il Procuratore generale dell’Ucraina disse che il suo licenziamento era illegittimo e che era stato deciso sulla base di pressioni esterne all’Ucraina. Shokin ha presentato ricorso, chiedendo che fosse avviato un procedimento penale contro Joseph Biden per interferenza nelle attività di un ufficiale delle forze dell’ordine ucraine. Nel maggio 2020, il tribunale distrettuale Pechersk di Kiev ha deciso di avviare un’indagine preliminare sulla presunta interferenza straniera negli affari interni dell’Ucraina, ma nell’ottobre dello scorso anno anche tale indagine è stata chiusa.

Pubblicato da Moscow Daily News

 

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