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Fulvio Scaglione

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"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.

CAPIRE PUTIN, IL SOLITO PROBLEMA DELL’OCCIDENTE

di Giuseppe Gagliano – Nel 2022, molti analisti occidentali hanno sottovalutato gli avvertimenti di Vladimir Putin, non ritenendo plausibile un’invasione dell’Ucraina. Tale valutazione si basava su un ragionamento “occidentale”, dove la politica, l’economia e la logica militare avrebbero suggerito che una simile azione fosse controproducente. Tuttavia, l’errore di prospettiva è stato evidente: per Putin, l’economia e il consenso elettorale non erano prioritari rispetto agli obiettivi geopolitici. Ignorando i costi economici previsti, il presidente russo ha deciso di lanciare quella che ha definito un’”operazione speciale”.

ORESHNIK E I SUOI FRATELLI, STRATEGIA DEL SUPERMISSILE

di Giuseppe Gagliano – L’uso dichiarato da parte della Russia di un nuovo tipo di missile balistico, l’Oreshnik, associato a caratteristiche nucleari o capacità avanzate come testate multiple MIRVed, rappresenta una svolta significativa nel conflitto ucraino e nelle dinamiche di sicurezza internazionale. Se confermato, l’impiego di un missile balistico intercontinentale (ICBM) sarebbe una mossa altamente provocatoria, poiché gli ICBM sono progettati principalmente per la deterrenza nucleare strategica. Tuttavia, anche l’uso di un missile balistico a raggio intermedio con capacità MIRVed invierebbe un messaggio chiaro e incisivo alla NATO e agli Stati Uniti. Questa azione sottolinea la volontà di Mosca di ricorrere a ogni mezzo necessario per proteggere i propri interessi, soprattutto in risposta agli attacchi ucraini effettuati con armamenti occidentali, e segnala una ridefinizione delle soglie di escalation. Putin sembra abbassare il livello di tolleranza per l’impiego di armi strategiche come risposta ad azioni convenzionali contro il territorio russo.

PUTIN: QUEI MISSILI LI LANCERA’ LA NATO

È arrivata la notizia che Francia, Gran Bretagna e, ancor più importante, gli Usa tuttora presieduti da Joe Biden, hanno ritirato le limitazioni sull’uso dei missili a lunga gittata finora imposte all’Ucraina. Le forze armate di Kiev, quindi, potranno colpire “in profondità” il territorio russo. L’ipotesi era sul tavolo da diversi mesi e può quindi essere interessante recuperare la dichiarazione che Vladimr Putin, discutendo appunto la possibilità che gli ucraini ottenessero tale possibilità, aveva rilasciato il 12 settembre 2024.

L’UNGHERIA SALUTA L’UCRAINA, IL GAS ARRIVA DALLA TURCHIA

L’Ungheria, per i rifornimenti di gas russo, non dipende più dal transito attraverso il territorio dell’Ucraina, perché ora riceve tutti i volumi attraverso il gasdotto Turkish Stream. Lo ha confermato il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjártó: “Per l’Ungheria, non importa se il gas russo passerà attraverso l’Ucraina o meno, perché diversi anni fa, insieme a Turchia, Bulgaria e Serbia abbiamo costruito il gasdotto Turkish Stream, e ora le forniture di gas naturale all’Ungheria vengono effettuate attraverso questo gasdotto”. Secondo Szijjártó, quest’anno l’Ungheria ha importato attraverso questa via dalla Russia 6,2 miliardi di metri cubi di gas naturale e il Paese continua a riceverne circa 20 milioni di metri cubi ogni giorno. Per l’intero 2023 tale volume è ammontato a 5,6 miliardi di metri cubi.

PETROLIO E GAS, LA NUOVA STRATEGIA DELLA RUSSIA

Mosca (AsiaNews) – di Vladimir Rozanskij – Si è tenuta a Mosca una conferenza dell’associazione del Consiglio dei produttori di energia, alla presenza del ministro russo dell’Energia Sergej Tsivilev, che ha sottolineato la particolare importanza del periodo attuale per lo sviluppo dell’intero Paese. A suo parere “le sfide che stanno attualmente davanti a noi non soltanto presentano diversi rischi, ma ci aprono anche molte nuove prospettive”. Il complesso energetico dei carburanti è decisivo per la crescita a lungo termine dell’intera economia russa, non soltanto come elemento primario del bilancio, ma come “direttiva cruciale dello sviluppo dei settori misti dell’industria”, ha affermato il ministro, riferendosi al gas e al petrolio.

SHELL E LA CAUSA DA UN MILIARDO CON IL CREMLINO

L’ufficio del Procuratore generale russo ha recentemente avviato una causa contro otto unità della multinazionale energetica Shell, cercando di riscuotere più di un miliardo di euro di danni. Questa azione legale rappresenta uno dei più significativi scontri tra la Russia e una grande azienda energetica occidentale, ed è diretta conseguenza delle tensioni geopolitiche e delle sanzioni economiche imposte in seguito al conflitto tra Mosca e Kiev.

BOMBE GUIDATE, COSI’ LA RUSSIA SFONDA NEL DONBASS

di Giuseppe Gagliano – L’intensificato utilizzo da parte della Russia di bombe guidate in Ucraina rappresenta un cambiamento strategico significativo nel conflitto in corso, ed evidenzia un adattamento tattico che combina, a favore delle forze russe, convenienza economica e potenza distruttiva. Queste bombe, derivate da armamenti dell’era sovietica, sono dotate di ali e di un sistema di guida satellitare che permettono loro di essere sganciate da distanze superiori al raggio delle difese aeree ucraine, garantendo una maggiore sicurezza per i velivoli russi. L’uso crescente di queste armi, più economiche rispetto ai missili balistici e da crociera, permette alla Russia di proiettare una forza distruttiva sostenibile nel tempo, aumentando la pressione sulle linee difensive ucraine, specialmente nelle regioni largamente fortificate come l’Est del Paese.

ABKHAZIA, ARRIVA L’ULTIMATUM DELLA RUSSIA

Improvvisa crisi nei rapporti tra la Russia e l’autoproclamata Repubblica di Abkhazia, riconosciuta finora solo appunto dalla Russia (nel 2998, dopo la guerra con la Georgia), Nauru, Nicaragua, Siria e Venezuela. La Russia ha deciso di sospendere dal 1° settembre tutta una serie di finanziamenti diretti e indiretti che favorivano l’autonomia della piccola, povera e piuttosto turbolenta Repubblica caucasica.  “È ovvio che recentemente si è accumulato molto malcontento tra i nostri alleati”, ha laconicamente commentato il ministero degli Esteri abkhazo.

TACI, IL CITTADINO TI ASCOLTA!

Serenamente ignorata dalla “stampa di qualità”, arriva dagli Usa la notizia che 62 membri democratici della Camera dei rappresentanti insieme con 207 repubblicani hanno votato un emendamento (che dovrà poi passare all’esame del Senato) alla legge sui finanziamenti per il Dipartimento di Stato che vieta allo stesso Dipartimento di fare qualunque riferimento alle statistiche sui morti di Gaza trasmesse dal ministero della Sanità del governo della Striscia. Il voto è avvenuto sulla base di una mozione bipartisan presentata da due democratici e due repubblicani. E se le posizioni repubblican-trumpiane sulla guerra in Medio Oriente sono ben note, quelle dei democratici si muovono sulla solita ambiguità: infatti la direzione del partito non ha dato alcuna indicazione di voto, lasciando ai deputati la libera scelta. Taci, il cittadino potrebbero sentirti!