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Posts tagged as “ucraina”

NUCLEARE, LA RUSSIA E LA BOMBA “PICCOLA” (3)

da SWP (Stiftung Wissenschaft und Politiik)di Lydia Wachs – Di conseguenza, l’elemento nucleare ha tre funzioni principali: deterrenza attraverso la minaccia di escalation, uso effettivamente limitato per gestire l’escalation e ritorsione o guerra massiccia in caso di escalation. Esiste inoltre un legame molto più stretto tra le capacità non nucleari e quelle nucleari rispetto all’Occidente. Ciò è evidente anche in termini organizzativi: ad esempio, le forze russe non sono strutturate in forze nucleari strategiche o non strategiche. Piuttosto, la Russia distingue funzionalmente tra forze generali (sily obshchego naznacheniya), che dovrebbero ottenere effetti direttamente nel teatro delle operazioni militari, e forze di deterrenza strategica (strategicheskiye sily sderzhivaniya), che vanno dalle armi strategiche convenzionali alle armi nucleari strategiche. A causa di questa maggiore integrazione delle capacità convenzionali e nucleari, alcuni esperti occidentali sostengono che, rispetto all’approccio degli stati NATO, la soglia nucleare della Russia è molto più sfumata.

L’UCRAINA CAMBIA LA SUA GUERRA, ECCO COME

di Pietro Pinter – Negli ultimi giorni, Kiev è stata investita da un vortice di delegazioni straniere di alto livello. All’inizio della scorsa settimana, si è tenuto un incontro tra le autorità ucraine ed esponenti delle maggiori industrie belliche dei Paesi NATO, soprattutto europei, con una presenza particolarmente importante di inglesi, francesi e cechi, con ministri della Difesa al seguito. Sull’agenda, il ruolo futuro del complesso militare-industriale europeo nella guerra per procura. L’orientamento che sembra essere emerso è quello di nuove linee di produzione nella stessa Ucraina, facenti capo a compagnie europee, finanziate dai Governi e dall’Unione Europea. Industrie come Reihnmetall, BAE Systems e Bayraktyar hanno espresso l’intenzione di (o stanno già lavorando per) aprire stabilimenti in Ucraina.

GRANO, L’ALTRA GUERRA TRA RUSSIA E UCRAINA

La “battaglia del grano” tra Ucraina e Russia si arricchisce di sempre nuovi capitoli. Intanto prosegue, e anzi si acuisce, la contesa tra Unione Europea e Ucraina da un lato e alcuni Paesi europei dall’altro. Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania e Bulgaria avevano ottenuto dalla UE un embargo temporaneo (fino al 16 settembre) contro il grano ucraino, che invadeva i loro mercati a prezzi ridotti, provocando il risentimento dei coltivatori locali. Le pressioni diplomatiche hanno convinto Bulgaria e Romania a riaprire i confini, mentre Polonia, Ungheria e Slovacchia hanno chiesto alla UE un prolungamento dell’embargo almeno fino a fine anno. Non avendolo ottenuto, hanno deciso di attuarne uno da sole. L’Ucraina, colpita in un punto molto sensibile (l’agricoltura è, oggi, l’unico settore della sua economia che produce profitti) ha protestato, ha chiesto l’intervento dell’Organizzazione mondiale del Commercio e ha minacciato un contro-embargo su alcune produzioni polacche. Risultato: all’Assemblea generale dell’Onu, il presidente ucraino Zelensky e quello polacco Duda hanno annullato l’incontro che avevano programmato. E Duda, parlando all’Assemblea, ha paragonato l’Ucraina a una persona che sta per annegare e rischia di far annegare anche chi cerca di soccorrerla. Non proprio un bel paragone. Nello stesso tempo, a Varsavia, il vice ministro degli Esteri Shimon Shinkovsky, alludendo alle prossime elezioni politiche e all’inquietudine degli agricoltori polacchi, dichiarava all’agenzia Pap: “Vogliamo continuare a sostenere l’Ucraina ma per farlo abbiamo bisogno del consenso dei polacchi. Se non lo avremo, non potremo aiutare Kyiv come prima”. A buon intenditor…

OFFENSIVA UCRAINA, QUEL CHE NE RESTA

di Pietro Pinter – Sono passati più di 3 mesi da quando le forze armate ucraine hanno lanciato la loro preannunciata offensiva di primavera-estate. Negli ultimi 100 giorni un contingente di circa 12 brigate, equipaggiato con le migliori forniture militari che la NATO è stata in grado di offrire e con quanto restava della riserva strategica di veicoli corazzati sovietici, in preparazione almeno dall’inverno scorso, si è scagliato contro linee difensive russe altrettanto lungamente preparate. Secondo la maggior parte delle analisi autorevoli, una tra tutte quella del capo di stato maggiore americano Mark Milley, l’offensiva ucraina si esaurirà nei prossimi 30-60 giorni a causa del mutamento del meteo (che renderà il terreno prevalentemente rurale dello Zhaporozhye una palude fangosa) e del deterioramento delle capacità offensive dovuto all’attrito.

ROMANIA E DRONI RUSSI. CONTRORDINE

Dal servizio russo della BBC – Il ministro della Difesa rumeno, Angel Tylver, ha confermato che i rottami di quello che potrebbe essere un drone russo sono stati rinvenuti nel distretto di Plauru, nella contea di Tulcea, al confine con la città ucraina di Izmail, nella regione di Odessa. “Abbiamo esaminato un’area molto vasta, compresa quella sulla quale si è discusso nello spazio pubblico, e confermo che in quest’area sono stati trovati frammenti che potrebbero provenire da un drone”, ha detto il ministro della Difesa rumeno in un commento ad Antena 3, aggiungendo che gli oggetti ritrovati saranno analizzati per confermarne l’origine. A sua volta, il presidente rumeno Klaus Iohannis ha osservato che se fosse confermato che i componenti trovati appartengono a un drone russo, ciò costituirebbe una “grave violazione della sovranità e dell’integrità territoriale della Romania”. Solo due giorni fa il ministero della Difesa rumeno aveva smentito questa informazione.

LA DISPERAZIONE DI ZELENS’KYJ

Non so se si tratti di una sensazione solo mia ma nell’ultima mossa del presidente Zelens’kyj si avverte un senso di disperazione che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Ucraina. Ricapitoliamo: Zelens’kyj ha annunciato l’intenzione di licenziare tutti i funzionari regionali preposti al reclutamento militare per sostituirli con militari veri e propri. L’accusa del Presidente è: corruzione. Un sistema di arricchimento illecito, realizzato soprattutto con la vendita di false esenzioni dalla leva, che, come dice giustamente Zelens’kyj, in un Paese in guerra “equivale al tradimento”.

GERMANIA E POLONIA, LO SCONTRO

La storia recente delle relazioni tra Polonia e Germania è fatta di polemiche e scontri, all’ombra del conflitto tra Russia e Ucraina e con la Polonia palesemente impegnata a dimostrare che la Germania, nella fase iniziale della guerra accusata di essere troppo “tiepida” nell’aiutare l’Ucraina, non è più il Paese leader dell’Unione Europea. Ecco i casi più recenti.

POLONIA E UCRAINA, ORA SI LITIGA

Improvvisa ma non imprevedibile tensione tra Polonia e Ucraina, Paesi che sembravano legati da un patto indissolubile di resistenza contro la russia. Tensione che è stata certificata dal vice ministro degli Esteri di Varsavia, Pavel Yablonsky: “A causa delle dichiarazioni di alcuni rappresentanti del Governo dell’Ucraina, ultimamente le nostre relazioni non sono state delle migliori. Nessuno lo nasconde. Ho l’impressione che ciò sia dovuto al fatto che, purtroppo, a Kiev alcuni hanno ceduto all’emozione. Comprendiamo che l’Ucraina è pesantemente attaccata, ma non dovrebbe attaccare i suoi alleati”. Non contento, Yablonsky ha aggiunto che Ucraina e Polonia “non sono d’accordo” su molte questioni. “Noi siamo guidati dagli interessi nazionali polacchi. Sosteniamo l’Ucraina nella misura in cui ciò soddisfa gli interessi nazionali della Polonia. È sempre stato così e lo sarà sempre”.

DOPO LA CATTEDRALE, LA RIVOLTA

di Vladimir Rozanskij (AsiaNews) – Kiev – Un gruppo di oltre 300 sacerdoti della Chiesa ortodossa ucraina (Upz), ancora formalmente legata al patriarcato di Mosca, ha inviato una lettera al metropolita Onufryj (Berezovskyj) di Kiev, capo della giurisdizione ucraina, esprimendo la propria costernazione dopo la distruzione della cattedrale della Trasfigurazione di Odessa, una delle maggiori chiese Upz di tutto il Paese. “Non vogliamo soffrire né per la Russia, né per Putin e neppure per Kirill”, si legge nell’appello, in cui si chiede di troncare immediatamente e in via definitiva le relazioni con la Chiesa moscovita.

LA POPOLAZIONE UCRAINA SCOMPARE

Ella Libanova, direttrice dell’Istituto per la Demografia e gli Studi sociali dell’Accademia nazionale delle scienze dell’Ucraina, ha scritto il seguente articolo per il blog Focus Ukraine del Kennan Institute, centrato sulle dinamiche della popolazione ucraina.

“La situazione demografica ucraina è una questione incredibilmente complessa. Sollevare semplicemente la questione della popolazione richiede che prima chiariamo il nostro quadro di riferimento. Stiamo parlando della popolazione ucraina che vive all’interno dei confini dell’Ucraina riconosciuti a livello internazionale, i cosiddetti confini del 1991? O della popolazione ucraina che abita il territorio entro i confini del 1991 ma senza Crimea e Sebastopoli (questa è l’area all’interno della quale il Servizio statistico statale dell’Ucraina ha raccolto i dati nel 2015-2021)? O della popolazione sia dei territori controllati dalle autorità ucraine prima dell’inizio dell’aggressione russa (i cosiddetti confini del 2022) sia delle regioni non controllate dal Governo? O della restante popolazione che vive nel territorio controllato dalle autorità ucraine dopo l’inizio dell’invasione russa e, in caso affermativo, in quale mese, poiché la situazione attuale è altamente instabile?