Press "Enter" to skip to content

INCENDI IN SIBERIA, ALLARME NELL’ARTICO

Secondo un rapporto della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), gli incendi da record nell’estremo Nord-Est della Russia nel 2020 sono collegati ai forti cambiamenti climatici nell’Artico, che è in fase di riscaldamento. Gli incendi boschivi incontrollati all’interno del circolo polare artico hanno stabilito quest’anno un nuovo record, sia per il loro numero totale sia per la quantità di emissioni di CO2. E, fa notare il rapporto, lo strato di neve sull’Artico eurasiatico nel giugno 2020 ha registrato il livello più basso degli ultimi  54 anni, cioè da quando sono cominciate le rilevazioni satellitari, mentre l’estensione del ghiaccio marino, a settembre 2020, è stata la seconda più bassa degli ultimi 42 anni.

Già l’estate scorsa i meteorologi russi avevano osservato con preoccupazione l’ondata anomala di caldo che aveva investito la Siberia. Cinque regioni siberiane, inclusa una nell’Artico, all’inizio di luglio furono toccate da temperature fino a 37 gradi. La città siberiana di Verkhoyansk registrò la temperatura più calda mai vista sopra il circolo polare artico: 38 gradi all’inizio di giugno. In altre parti dell’Artico furono toccati i 30 gradi, quando la media abituale per quel periodo dell’anno è zero. “Le ondate di caldo in estate ci sono sempre state ma ora, con l’accelerazione del cambiamento climatico, stanno diventando più lunghe e più frequenti”, disse allora Alexey Kokorin, capo del programma Climate and Energy del WWF Russia. Una calda estate siberiana che arrivò, peraltro, sulla scia dell’inverno più caldo dal 1891, con temperature medie intorno ai 6 gradi in quella che era sempre stata una delle regioni più fredde del mondo.

I violenti incendi nel 2020 nella Repubblica di Sakha offrono un altro esempio degli effetti delle alte temperature primaverili ed estive nell’Artico euroasiatico, dice il rapporto della NOAA. Le tendenze delle temperature negli ultimi quattro decenni mostrano che “le condizioni stanno diventando sempre più favorevoli all’aumento degli incendi, con combustione più intensa, più episodi di crescita del fuoco e un maggiore consumo di combustibili”. Gli scienziati hanno attribuito gli incendi alla combinazione tra clima insolitamente caldo in vaste parti della Siberia e suolo asciutto.

I collaboratori della NOAA hanno descritto l’ecosistema artico come un sistema integrato con effetti a cascata. “I cambiamenti nel clima di quella regione sono importanti perché l’Artico funziona come un frigorifero per il resto del mondo”, dice Lawrence Mudryk, uno scienziato canadese specialista nei problemi del cambiamento climatico, “aiutando così a raffreddare il pianeta.” L’Artico, che nel 2020 ha registrato le seconde temperature più calde di ogni tempo, si sta riscaldando a più del doppio della media globale. La Russia, la cui economia dipende fortemente da gas e petrolio e che è il quarto più grande produttore di gas con effetto serra al mondo, deve prendere provvedimenti più incisivi per ridurre le proprie emissioni.

Lettera da Mosca

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.