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Salari, a Kiev lezioni di realismo

Il 30 gennaio, l’agenzia Ukrinform aveva riportato un’impegnativa dichiarazione di Denis Shmygal, primo ministro dell’Ucraina. Secondo il premier, l’obiettivo del suo Governo era di portare i salari dei lavoratori ucraini al livello di quelli della Polonia o della Slovacchia entro il 2030. Traguardo legittimo ma molto ambizioso, se solo consideriamo oggi l’Ucraina è all’ultimo posto in Europa come potere d’acquisto (reddito medio pro capite in Europa 14.739 euro, in Ucraina 1.830, dati fine 2019).

A rimettere un po’ le cose a posto ha pensato Danylo Hetmantsev, che non solo è un deputato del partito presidenziale “Servo del popolo”, ma è anche (e soprattutto) presidente della Commissione parlamentare per la Politica fiscale e doganale, oltre che consigliere molto ascoltato del presidente Volodimir Zelenskyj. Secondo Hetmantsev, ci vorranno “altri trenta o quarant’anni perché i salari degli ucraini raggiungano il livello di quelli dei polacchi o degli slovacchi”. E ha aggiunto: “Al momento la verità è che l’Ucraina è un Paese povero in Europa” e che “dobbiamo piuttosto pensare a come metterci al passo con l’Armenia o la Bielorussia”.

Sempre secondo Hetmantsev: “Sul tema di avere salari come quelli che ci sono in Polonia. Non so su quali calcoli si basasse il Primo Ministro. Tuttavia, se confrontiamo il livello del PIL pro capite con quello della Polonia e facciamo due conti, per raggiungere la Polonia avremo bisogno di circa 30-40 anni. Questo, ovviamente, se nel frattempo il livello dei salari in Polonia non aumenterà”.

Nel 2019 Danylo Hetmantsev era salito alla ribalta per aver proposto di esentare dalla denuncia dei redditi e dagli obblighi fiscali tutti i pensionati e tutti i dipendenti statali ucraini.

Lettera da Mosca

 

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