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Posts tagged as “invasione”

UCRAINA E RUSSIA, IL PEGGIO È ANCORA POSSIBILE

di Marco Bordoni       La guerra scatenata dalla Russia in Ucraina è terribile, siamo d’ accordo. Invadere un Paese sovrano è la più grave violazione del diritto internazionale, anche quando si accampano giustificazioni più o meno plausibili come il diritto all’autodifesa e quello all’ingerenza umanitaria. Invitiamo i Russi a farsi un’esame di coscienza e, già che ci siamo, facciamolo pure noi: ci siamo indignati altrettanto quando i “nostri” hanno invaso Yugoslavia, Afganistan, Iraq e Libia e bombardato alla chetichella un’altra manciata di Paesi, creando un mondo in cui conta solo la forza e dando a Vladimir Putin una lezione che quello, da studente sveglio e voglioso di apprendere qual è, si è diligentemente annotata?

PUTIN ATTACCA L’UCRAINA E COLPISCE LA RUSSIA

di Fulvio Scaglione       Ho scritto più volte, laddove potevo, che non credevo all’ipotesi di un’invasione russa dell’Ucraina. Mi sbagliavo. Avevo buone ragioni, ero in buona compagnia ma ovviamente mi sbagliavo. Per essere onesto, ancora adesso non riesco a crederci. Perché ritengo questa avventura portatrice di lutti agli ucraini e di grandi disgrazie ai russi e ancora non posso a spiegarmi come e perché il freddo scacchista Vladimir Putin di ieri si sia trasformato nell’iracondo e minaccioso capo di oggi, capace non solo di fare una guerra o qualcosa di simile (era già successo nel 2008 con la Georgia, in Ucraina nel 2014, in Siria nel 2015, per non tornare alla Cecenia del suo esordio sulla scena mondiale) ma di minacciarne una ancora più ampia caso di “intromissioni”.

IL DRAMMA DI NON CONOSCERE VORONEZH

di Fulvio Scaglione       La performance straordinaria della ministra degli Esteri inglese Liz Truss, che davanti all’omologo russo Lavrov ha mostrato di non sapere che Rostov e Voronezh sono due città russe, è stata oggetto di prese in giro e commenti sarcastici. Ma è un dramma, anzi, è forse “il” dramma vero, il primo che dovremmo affrontare. La realtà è proprio questa: la grande maggioranza di coloro che a vario titolo si occupano della Russia non conosce la Russia. Non parla la lingua, quindi non attinge alle fonti originali e, com’è normale che succeda, si abbevera ai centri di studio (quando va bene) e di propaganda( più spesso) che negli Usa sono numerosi come i funghi. Non viaggia nel Paese. Anche qui, quando va bene gironzola a Mosca o (meno spesso) a San Pietroburgo, frequenta solo l’intelligencija liberale e filo-occidentale che è più che lieta di trovare negli stranieri gli interlocutori che le mancano in patria, dove è isolata dall’alto (cioè da chi comanda) ma anche quasi ignorata dal basso (cioè da chi, nel suo parere, dovrebbe essere governato in modo diverso).Questi intelligenty sono persone colte, generose (si pensi al lavoro splendido fatto negli anni da quelli di Memorial’), quasi sempre più che rispettabili, spesso portatrici di idee ragionevoli e condivisibili. Purtroppo, non rappresentano, nemmeno da lontano, i sentimenti della maggioranza dei russi.

RUSSIA, USA, UCRAINA: IL GIOCO DELLE PARTI

C’è uno strano gioco delle parti, nella crisi ucraina che è in corso dal 2014 ma è stata scoperta, sembra, tutta d’un colpo nelle ultime settimane. La Russia chiede agli Usa e alla Nato cose palesemente impossibili da ottenere, per esempio che a Ucraina e Georgia sia comunque negato l’ingresso nella Nato. Ma quale alleanza (non solo quella Atlantica) sbarrerebbe le porte a nuovi potenziali aderenti? E quale potenza, non solo gli Usa che peraltro della Nato sono i signori, discriminerebbe tra alleati, dicendo tu e tu sì, tu e tu no? Il sospetto è che al Cremlino abbiano in mente altro e, come ha scritto Fyodor Lukyanov in un articolo che abbiamo rilanciato, il gioco di Mosca consista proprio nel farsi dire un bel no, per procedere con altre misure o per chiedere altro.

INVASIONE RUSSA, SLEEPY JOE HA UN’IDEA

In un mondo ideale, dopo quanto ha scritto qui Marco Bordoni, sulla presunta invasione russa dell’Ucraina non bisognerebbe spendere nemmeno un’altra parola. E invece tocca farlo, perché nel rumore generale resti almeno la piccola traccia di un possibile ragionamento. La domanda fondamentale è: perché la Russia dovrebbe invadere l’Ucraina, un Paese di 45 milioni di persone, vasto due volte l’Italia, sempre più animato da giusto orgoglio nazionale e mediocre fanatismo nazionalista, ormai pure bene armato visto che tutti fanno a gara a coprirlo di aiuti (ultimo il Regno Unito, che ha appena destinato un altro miliardo di sterline agli aiuti a Kiev)?

UCRAINA, IL RISCHIOSO BLUFF DEGLI USA

di Sascha Glaeser        Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha recentemente incontrato il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba a Washington e ha dichiarato che l’impegno degli Stati Uniti per la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Ucraina è “ferreo”. L’incontro tra i due politici è avvenuto mentre Mosca posizionava 90 mila soldati vicino al confine ucraino, portando molti a temere che un’invasione russa su larga scala dell’Ucraina potesse essere imminente. L’Ucraina è impantanata in una guerra con la Russia e i separatisti sostenuti dalla Russia nella regione orientale del Donbas dal 2014. I commenti di Blinken sono solo l’ultimo esempio di un alto funzionario dell’amministrazione Biden che non riesce ad accettare la realtà geopolitica sul terreno.