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Fulvio Scaglione

Posts published by “Fulvio Scaglione”

"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.

COSI’ LA BIELORUSSIA HA ARMATO L’AZERBAIGIAN

Il ministero degli Affari Esteri della Bielorussia ha diffuso un comunicato per invitare Azerbaigian e Armenia a risolvere in modo pacifico e nel più breve tempo possibile il conflitto scoppiato nel Nagorno Karabakh. Ma l’Armenia ha rispedito al mittente l’invito, ricordando che è stata proprio la Bielorussia a fornire le armi di cui ora l’Azerbaigian si serve per bombardare gli indipendentisti armeni dell’Artsakh.

DALL’ARMENIA ALLA BIELORUSSIA, LA FINE DELL’URSS NON FINISCE MAI

di Fulvio Scaglione

La guerra tra Azerbaigian e Armenia per il controllo del Nagorno Karabakh gode di poca attenzione dalle nostre parti. Ed è un errore, perché dietro questo conflitto si nascondono temi che stiamo rimuovendo e che, al contrario, dovremmo affrontare. Chi volesse andare alle origini del conflitto dovrebbe risalire almeno al 1921, quando per volere del già potente Stalin la provincia, allora popolata al 98% da armeni, venne assegnata alla giurisdizione della Repubblica dell’Azerbaigian. Uno dei tanti assurdi compiuti in nome del “divide et impera” così caro al futuro dittatore.

PERCHE’ LETTERA DA MOSCA

A metterla giù dura potremmo citare Alessandro Manzoni: “Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”. Ma per ora basta dire che questa Lettera da…

LA BIELORUSSIA ABBANDONATA DA TUTTI

di Fulvio Scaglione
Per la sesta domenica consecutiva le strade di Minsk, capitale della Bielorussia, hanno assistito alle manifestazioni pacifiche degli oppositori e all’intervento, spesso brutale, delle forze di sicurezza che il presidente Lukashenko lancia contro i cortei che inalberano la bandiera bianco-rosso-bianca. Le letture che in Occidente si danno di questa crisi sono quasi sempre inutilmente arzigogolate. E lo sono sia quelle di chi segue le proteste con simpatia sia quelle di chi, invece, le osteggia. Non è vero che la crisi della Bielorussia ricorda quella della Polonia degli anni Ottanta o quella dell’Ucraina dell’Euromaidan del 2014. Per una ragione molto semplice: non c’è, nelle proteste di Minsk, quel marcato tono anti-sovietico o anti-russo che ha caratterizzato gli eventi di Danzica e di Kiev.

USA E RUSSIA, LA SFIDA DEGLI ARSENALI

di Stefano Orsi

Di recente, il presidente Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni relative a nuovi sistemi d’arma che sarebbero a disposizione degli USA. Lo ha fatto a modo suo, anche durante una intervista rilasciata a  Bob Woodward per il suo nuovo libro. In particolare, Trump ha parlato di una nuova arma nucleare per gli arsenali americani, di un sistema che nessuno conosce o ha mai visto prima. Sono i soliti toni sopra le righe tipici di quest’uomo. Ma a quale sistema fa riferimento? In diversi momenti della sua presidenza Trump ha annunciato nuovi sistemi d’arma, dal missile “Super-Duper” ai caccia veramente “invisibili” ed ora la nuova arma nucleare, cui poi è seguito anche un annuncio di un sistema di nuovi satelliti militari. E non dimentichiamo, nel dicembre del 2019, il lancio della nuova Space Force.

BASTA MOTORI DALL’UCRAINA

Sei anni di lavoro e 2 miliardi di rubli (circa 25 milioni di euro). È solo uno dei tanti esempi di quanto sia costata alla Russia (e, come vedremo, anche all’Ucraina) la crisi di Maidan del 2014. Tanto infatti è occorso affinché l’azienda leningradese Klimov potesse completamente sostituire l’ucraina Motor Sic nel fornire all’esercito russo i motori per gli elicotteri.

TOMSK, SFIDA TRA BECCHINI

Si è svolto a Tomsk, la città siberiana resa famosa dall’avvelenamento vero o presunto di Aleksej Navalnyj (città, tra l’altro, dove il candidato di Navalnyj è stato eletto nel governo cittadino, come a Novosibirsk), il primo campionato per becchini. L’iniziativa era stata programmata alcuni mesi fa ma aveva dovuto essere rinviata per l’irrompere del Coronavirus.

QUEL CHE LUKASHENKO CI DICE DI PUTIN

di Marco Bordoni

Non sarebbe giusto giudicare Lukashenko per quel che appare oggi: un guitto, un cavallo spompato, un dinosauro, senza riconoscere i suoi meriti di ieri, facilmente reperibili a un clik di distanza, sul sito della Banca Mondiale:  tasso di povertà crollato dal 41% del 2000 al 5% di oggi, aspettativa di vita passata da 68 a 74 anni, reddito pro capite passato da 1.000 a 14.000 dollari l’anno, indice Gini (quello che misura l’ ineguaglianza sociale) fra i più bassi d’ Europa. Il tutto guidando non una superpotenza che galleggia su di un mare di petrolio e di gas (capaci tutti, vero Vova?), ma un’ anfora di coccio che può sostenere una bilancia commerciale da incubo con il poco che ha: trattori e chimica lasciate in eredità dall’ Urss e una montagna di patate.

PAPA FRANCESCO: PERCHE’ AMA LA RUSSIA

L’annunciato incontro a Cuba tra papa Francesco e il patriarca di tutte le Russie Kirill è senza dubbio un evento storico, dopo secoli di rivalità e incomprensioni tra due “colossi” della cristianità. Il Vaticano è il faro di più di un miliardo di cattolici nel mondo, che a loro volta sono la metà di tutti i cristiani, che sono il 31,7% della popolazione mondiale. Il patriarcato raduna quasi il 40% di tutti i fedeli ortodossi del mondo, e nella sua guida si riconosce oltre il 70% dei cittadini russi.