Il ministero degli Affari Esteri della Bielorussia ha diffuso un comunicato per invitare Azerbaigian e Armenia a risolvere in modo pacifico e nel più breve tempo possibile il conflitto scoppiato nel Nagorno Karabakh. Ma l’Armenia ha rispedito al mittente l’invito, ricordando che è stata proprio la Bielorussia a fornire le armi di cui ora l’Azerbaigian si serve per bombardare gli indipendentisti armeni dell’Artsakh.
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"Lettera da Mosca" vuole essere uno spazio aperto a tutti coloro, giornalisti, esperti, studiosi o conoscitori della Russia, che sono stanchi della russofobia imperante come della russofilia ingenua e grossolana che si trova in Rete. Graditissimi i pareri diversi purché argomentati e fondati. Coordina il sito Fulvio Scaglione.
Cinque anni fa, il 30 settembre del 2015, cominciava l’intervento militare russo in Siria a sostegno del presidente Bashar al-Assad. Sono stati cinque anni pesantissimi.…
di Fulvio Scaglione
La guerra tra Azerbaigian e Armenia per il controllo del Nagorno Karabakh gode di poca attenzione dalle nostre parti. Ed è un errore, perché dietro questo conflitto si nascondono temi che stiamo rimuovendo e che, al contrario, dovremmo affrontare. Chi volesse andare alle origini del conflitto dovrebbe risalire almeno al 1921, quando per volere del già potente Stalin la provincia, allora popolata al 98% da armeni, venne assegnata alla giurisdizione della Repubblica dell’Azerbaigian. Uno dei tanti assurdi compiuti in nome del “divide et impera” così caro al futuro dittatore.
A metterla giù dura potremmo citare Alessandro Manzoni: “Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”. Ma per ora basta dire che questa Lettera da…
di Stefano Orsi
Di recente, il presidente Donald Trump ha rilasciato dichiarazioni relative a nuovi sistemi d’arma che sarebbero a disposizione degli USA. Lo ha fatto a modo suo, anche durante una intervista rilasciata a Bob Woodward per il suo nuovo libro. In particolare, Trump ha parlato di una nuova arma nucleare per gli arsenali americani, di un sistema che nessuno conosce o ha mai visto prima. Sono i soliti toni sopra le righe tipici di quest’uomo. Ma a quale sistema fa riferimento? In diversi momenti della sua presidenza Trump ha annunciato nuovi sistemi d’arma, dal missile “Super-Duper” ai caccia veramente “invisibili” ed ora la nuova arma nucleare, cui poi è seguito anche un annuncio di un sistema di nuovi satelliti militari. E non dimentichiamo, nel dicembre del 2019, il lancio della nuova Space Force.
Sei anni di lavoro e 2 miliardi di rubli (circa 25 milioni di euro). È solo uno dei tanti esempi di quanto sia costata alla Russia (e, come vedremo, anche all’Ucraina) la crisi di Maidan del 2014. Tanto infatti è occorso affinché l’azienda leningradese Klimov potesse completamente sostituire l’ucraina Motor Sic nel fornire all’esercito russo i motori per gli elicotteri.
Si è svolto a Tomsk, la città siberiana resa famosa dall’avvelenamento vero o presunto di Aleksej Navalnyj (città, tra l’altro, dove il candidato di Navalnyj è stato eletto nel governo cittadino, come a Novosibirsk), il primo campionato per becchini. L’iniziativa era stata programmata alcuni mesi fa ma aveva dovuto essere rinviata per l’irrompere del Coronavirus.
L’annunciato incontro a Cuba tra papa Francesco e il patriarca di tutte le Russie Kirill è senza dubbio un evento storico, dopo secoli di rivalità e incomprensioni tra due “colossi” della cristianità. Il Vaticano è il faro di più di un miliardo di cattolici nel mondo, che a loro volta sono la metà di tutti i cristiani, che sono il 31,7% della popolazione mondiale. Il patriarcato raduna quasi il 40% di tutti i fedeli ortodossi del mondo, e nella sua guida si riconosce oltre il 70% dei cittadini russi.







