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GEORGIA, IL PORTOGALLO DELL’EST

Secondo fonti del Governo della Georgia, sono già 80 mila i russi, bielorussi e ucraini che vivono nel Paese, che ha in totale 4 milioni di abitanti. I russi arrivati dalla fine di febbraio, cioè dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, sarebbero circa 30 mila. Degli 80 mila recenti immigrati, circa 20-25 mila sarebbero specialisti del settore informatico, parte del flusso che porta migliaia e migliaia di programmatori e tecnici a riversarsi in Paesi come Armenia, Kazakhstan, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Israele. Il fenomeno non è sfuggito agli Usa, che cercano di attrarli rendendo meno difficili le procedure per l’ottenimento del visto.

Sul tema è intervenuto Giorgi Kadagidze, ex governatore della Banca centrale della Georgia. Secondo lui la Georgia, che può offrire rifugio rispetto ai “regimi repressivi”, un forte settore finanziario, spiagge, montagne, buon clima e buon cibo, potrebbe trasformarsi nel “Portogallo dell’Est”. Il problema, ha aggiunto però lo stesso Kadagidze, è che la maggior parte degli immigrati considera la Georgia solo come un Paese di sosta o di soggiorno provvisorio, in attesa di ripartire per mete ancor più attraenti.

Intanto, il costo degli affitti è cresciuto vertiginosamente (a maggio più 101% rispetto allo stesso mese del 2021) e molti residenti locali, colpiti dall’improvviso caro-prezzi e con la memoria al conflitto russo-georgiano nel 2008, non sono felicissimi di questo afflusso. Influisce anche il fatto che il Governo georgiano non è riuscito a ottenere lo status di Paese candidato all’Unione europea, concesso invece a Ucraina e Moldavia. Nel frattempo, ecco alcuni degli effetti immediati del fenomeno:

◾️le rimesse dalla Russia sono aumentate di 10 volte a maggio 2022;

◾️i depositi in conti bancari intestati a russi sono cresciuti di 25 milioni di dollari in 5 mesi;

◾️I depositi in tutti i conti bancari in generale sono aumentati di 192 milioni di dollari.

 

Lettera da Mosca

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