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VISTO DA MOSCA: DEMOCRAZIA USA? MAH!

Vi stupite per ciò che succede negli Usa? Milan Svolik e Matthew Graham, docenti di Scienze Politiche presso l’Università di Yale, hanno condotto una ricerca sull’elettorato americano da cui escono molti dettagli poco piacevoli.  Nell’articolo, Democracy in America? Partigianeria, polarizzazione e forza del sostegno alla democrazia negli Stati Uniti, Svolik e Graham dimostrano infatti che non c’è un’influenza decisiva della cultura democratica sugli elettori negli Stati Uniti. In altre parole, gli americani sono pronti a votare per i politici autoritari se questi vanno incontro alle loro preferenze ideologiche o promettono di soddisfare le loro esigenze concrete. Solo una piccola parte degli americani darebbe in ogni caso la priorità ai principi della democrazia. Ma si tratta di un gruppo  in via di riduzione a causa della polarizzazione dello spettro partitico e della radicalizzazione delle posizioni politiche.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti e le elezioni presidenziali, Svolik e Graham sono giunti alle seguenti conclusioni:

1. Gli americani non apprezzano molto la democrazia: un candidato che assume una posizione antidemocratica può perdere solo l’11,7% circa del suo voto totale. Presso un elettorato dotato di informazioni incomplete o parzialmente false  (cioè, nella realtà), questa perdita può ridursi al 3,5%.

2. Il sostegno alla democrazia è molto elastico: quando votare un candidato più democratico “costa” di più (cioè, il candidato è più democratico ma sempre meno abile sulle questioni economiche e sociali), anche gli elettori più centristi e moderati tollerano al massimo un aumento del “costo” solo fino al 10-15%.

3. I centristi sono la principale forza pro-democrazia e puniscono i comportamenti antidemocratici quattro volte più degli elettori radicali, che sono disposti ad appoggiare fino alla fine il loro candidato.

4. La maggioranza degli elettori è prima di tutto sostenitrice del proprio partito, e solo dopo sostiene la democrazia. Solo il 13,1% circa degli intervistati era pronto a non votare per un candidato del proprio partito se questi avesse violato i principi della democrazia.

5. I sostenitori di entrambi i partiti praticano il doppio standard. Gli intervistati repubblicani sono molto più inclini a punire il comportamento antidemocratico di un politico del Partito Democratico di quello di un candidato del Partito Repubblicano, e viceversa. In questo non c’è quasi differenza tra i due partiti.

6. La polarizzazione delle piattaforme politiche è dannosa per la democrazia. Maggiore è la differenza tra le piattaforme politiche dei candidati, più debole è la punizione per un loro eventuale comportamento antidemocratico.

7. La sensibilità ai meccanismi di manipolazione varia.  Gli elettori americani sono molto sensibili alle limitazioni della libertà di stampa e dello stato di diritto, ma sono poco sensibili alle limitazioni alla libertà di riunione e agli abusi di potere da parte del potere esecutivo. Inoltre, la riprovazione degli elettori le relazioni extraconiugali e l’evasione fiscale è più forte di quella per la violazione dei principi della democrazia.

8. Nello stesso tempo, gli americani sanno benissimo in che cosa consiste la democrazia. La stragrande maggioranza degli intervistati identifica correttamente le pratiche non democratiche loro indicate.

di Kirill Shamiev – politologo

Pubblicato in Aktualnye Kommentarii

 

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