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Posts tagged as “petrolio”

IL FATTORE ISLAM TRA RUSSIA E UCRAINA

Agisce un «fattore islam» nella guerra tra Russia e Ucraina? La risposta è sì. Perché la Russia è un Paese multietnico e multiconfessionale, e lo è dai tempi in cui Ivan il Terribile allargò i confini della Moscovia sottomettendo i khanati tatari di fede islamica. Perché l’islam, dal punto di vista della cultura religiosa, è la seconda componente più diffusa nel Paese dopo l’ortodossia cristiana. Perché l’islam, nel bene e nel male, è sempre stato un fattore importante sul versante Sud della Federazione, sia all’interno (i popoli che abitano da secoli il Caucaso) sia all’esterno (il confronto, anch’esso vecchio di secoli, con la presenza turca o turcofona). E bisogna rispondere di nuovo sì perché la proiezione verso i Paesi islamici, in particolare quelli del Medio Oriente, è stata una caratteristica costante dei lunghi anni di potere di Vladimir Putin. Il suo predecessore, Boris Eltsin, non ne aveva mai visitato uno. Putin, in pratica, li ha visitati tutti. E ha impegnato il proprio Paese nella guerra tuttora in corso in Siria.

LA RUSSIA È ISOLATA. SI’, MA QUANTO?

di Pietro Pinter     Dopo un lungo e perseverante lavoro della diplomazia britannica alla fine il risultato è stato raggiunto: le banche russe sotto sanzioni sono state disconnesse dallo SWIFT. USA, UK e  UE, i primi responsabili di questa iniziativa visto che SWIFT è incorporato nel diritto belga e sottostà ai regolamenti UE, dichiarano che questa iniziativa di fatto bloccherà le importazioni e le esportazioni della Russia. Ma quanto è vero? Sicuramente interferirà pesantemente con i rapporti commerciali tra la Russia e il resto dei Paesi europei, impattando non solo sul comparto energetico (che è escluso dalle sanzioni UE, ma in mancanza di un sistema alternativo di pagamento sarà comunque coinvolto) ma anche sul commercio di materie prime, di
fertilizzanti, sull’export verso la Russia e soprattutto sul debito russo in pancia alle banche italiane, austriache, tedesche e francesi.

MACRON IN RUSSIA, NON SOLO PER LA PACE

di Roberto Favazzo     Le tensioni tra l’Ucraina, la Russia e quindi l’Unione Europea potrebbero profondamente ledere gli interessi francesi in Russia, a cominciare da quelli petroliferi, cui il presidente Macron non è certo indifferente. Ci riferiamo al colosso francese TotalEnergies, che sta realizzando il mega-progetto sul gas Arctic Lng 2 in Russia in collaborazione con Novatek, di proprietà degli oligarchi Leonid Mikhelson e Gennady Timchenko. Considerato un caro amico di Vladimir Putin, Timchenko è stato a lungo nel mirino di Washington. Era stato, infatti, inserito il 20 marzo 2014 nella “lista degli oligarchi”. Ma Timchenko è soprattutto condirettore della Camera di commercio e industria franco-russa (Cci Francia-Russia) insieme al Ceo di TotalEnergies, Patrick Pouyanné, che è anche membro – come quest’ultimo – del Trianon Dialogue, l’organo consultivo franco-russo voluto da Emmanuel Macron e Vladimir Putin.

FATE GLI AFFARI, NON LA GUERRA

di Fulvio Scaglione    La realtà vince tutti i sogni, compresi quelli più o meno legittimi di Russia e Ucraina.  A dispetto delle difficoltà e dei toni bellicosi, Russia e Ucraina mantengono importanti relazioni economiche. In termini di commercio con la Russia, l’Ucraina è al terzo posto tra tutti i Paesi della Comunità di Stati Indipendenti. Prima di lei, solo Bielorussia e Kazakstan. Il fatturato commerciale della Russia con l’Ucraina è calato drasticamente dopo i fatti del 2014 (Euromaidan, riannessione della Crimea, guerra nel Donbass) ma da allora è rimasto sempre più o meno allo stesso livello. Dall’Ucraina la Russia compra anche materie prime per la produzione di titanio, dalla Russia l’Ucraina acquista macchinari industriali. Non c’è lotta politica o presunta guerra che possa interrompere la vicinanza (culturale, economica e geografica) tra i due Paesi o fermare la vocazione (e la necessità) a fare affari insieme.

IN ASIA CENTRALE NOSTALGIA DI MOSCA

di Lindsey Kennedy e Nathan Paul Southern       Sul treno notturno da Tashkent a Nukus in Uzbekistan (Asia Centrale), un ufficiale dell’esercito uzbeko ubriaco vuole sapere da dove veniamo. “Inghilterra” viene accolta con un’alzata di spalle vacua. Sentendo “Scotland”, però, il suo viso si illumina. “Scozia!” esclama, mimando la cornamusa. “Cuore impavido!” In un mix di russo fluido, inglese stentato e mimo, esprime un sentimento che rileviamo ancora e ancora, in tutto il Paese: la Scozia è per il Regno Unito come l’Uzbekistan è per la Russia, solo che nel caso dell’Uzbekistan l’indipendenza è stata conquistata. Quindi, senza apparente senso di ironia, l’ufficiale tira fuori il suo telefono e ci mostra il suo passato del presidente russo Vladimir Putin. Fa un pollice in su. “Putin, io amo”.

SICUREZZA, PER LA RUSSIA VUOL DIRE…

di Giuseppe Gagliano     Il 3 luglio il presidente Vladimir Putin ha firmato una nuova strategia di sicurezza nazionale per la Russia. Quest’ultima versione si basa sulle idee contenute nella strategia precedente, firmata  il 31 dicembre 2015. Nel documento, frutto del lavoro del Consiglio di Sicurezza, in 44 pagine vengono chiaramente delineati gli interessi nazionali e le priorità strategiche della Federazione Russa.

Lukashenko, un bidone per Putin

Dalle parti di Lettera da Mosca non ci sono grandi entusiasmi per Aleksandr Lukashenko, un gran furbone con qualche merito (per esempio aver evitato al suo Paese gli sconvolgimenti sociali che altre ex Repubbliche sovietiche invece hanno subito per anni e anni) ma molti demeriti. E soprattutto non c’è entusiasmo per la decisione presa dal Cremlino di salvarlo a tutti i costi. Chi ci segue lo ha notato, leggendo qui ma volendo anche qui. La vicenda del volo Ryanair tra Atene e Vilnius e l’allucinante arresto del giornalista Roman Protasevic (tra i fondatori del canale Telegram Nexta, uno dei più attivi e grintosi nell’opposizione a Lukashenko), ammanettato a Minsk appena l’aereo è stato obbligato a scendere all’aeroporto della capitale bielorussa, aumenta le perplessità e, in un certo senso, le certifica. Con Lukashenko, Vladimir Putin ha preso un bel bidone, ecco la verità.