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RUSSIA 9/5: LE CIFRE DELLA TRAGEDIA

I combattimenti della Grande Guerra Patriottica, destinati a durare 1.418 giorni, cominciarono il 22 giugno alle 4 del mattino. L’URSS era stata attaccata da un esercito tedesco ben addestrato ed enorme: 190 divisioni, più di 4 mila carri armati, 47 mila cannoni e mortai, 4.500 aerei, 200 navi, più di 5 milioni di uomini. Il primo colpo all’alba fu sferrato dagli aerei tedeschi. Centinaia di bombardieri tedeschi invasero lo spazio aereo sovietico. Furono colpiti per primi gli aeroporti, le concentrazioni di truppe nei distretti di confine, i nodi ferroviari, le linee di comunicazione e gli impianti industriali, nonché le grandi città. Il primissimo giorno dei combattimenti, i nazisti distrussero 1.200 aerei sovietici, oltre 800 dei quali negli aeroporti. Ecco le altre cifre.

Secondo statistiche del 1998, le perdite dell’esercito sovietico ammontarono a 11.944.100 uomini (di cui 6.885.000 morti, disperse, 4.559.000 catturati e gli altri dispersi). In totale, l’Unione Sovietica perse 26.600.000 cittadini. Secondo altre fonti, le perdite totali potrebbero invece addirittura sfiorare i 30 milioni di persone (29.592.749). Nel complesso, negli anni della guerra parteciparono alle operazioni militari 34.476.700 soldati sovietici. Furono invece 490 mila le donne arruolate nell’esercito e nella marina.

Solo nel 1993 furono pubblicati le cifre ufficiali delle vittime sovietiche e delle perdite di carri armati e aerei durante la battaglia di Kursk. “Le perdite tedesche complessive sul fronte orientale, secondo le cifre fornite all’Alto Comando della Wehrmacht (OKW), nel luglio e nell’agosto 1943 ammontarono a 68.800 morti, 34.800 dispersi e 434.000 feriti e malati. Le perdite tedesche nella sola battaglia di Kursk possono essere stimate in circa due terzi delle perdite complessive sul fronte orientale, pur ricordando che in quel periodo si svolsero scontri feroci anche nel bacino di Donetsk, nella regione di Smolensk e nella parte settentrionale del fronte. La battaglia di Kursk può essere considerata responsabile di circa 360 mila tra morti, dispersi e feriti. ”Le perdite sovietiche superarono quelle tedesche in un rapporto di 7 a 1″, scrive il ricercatore Boris Sokolov nel suo articolo “La verità sulla grande guerra patriottica”.

Tra le vittime della guerra, 13,7 milioni di persone erano civili. Di questi, 7,4 milioni sterminati dagli occupanti, 2,2 milioni morti sul lavoro in Germania e 4,1 milioni morti di fame durante l’occupazione.

Uno dei momenti più spaventosi della Grande Guerra Patriottica fu l’assedio di Leningrado, che durò 880 giorni e finì il 27 gennaio 1944. Il numero delle vittime dell’assedio da solo supera quello di tutte le perdite di USA e Gran Bretagna, prese insieme, durante l’intera guerra. Le cifre furono pubblicate per la prima volta al Processo di Norimberga e nel 1952 anche nell’URSS. I ricercatori della filiale di Leningrado dell’Istituto di Storia dell’URSS dell’Accademia delle scienze dell’URSS giunsero alla conclusione che almeno 800 mila persone erano morte di fame a Leningrado durante l’assedio nazista. Durante l’assedio, la razione giornaliera di pane per gli operai era di soli 250 grammi, e la metà per gli impiegati, le persone a carico e i bambini. Alla fine di dicembre 1941, la razione di pane divenne quasi il doppio, ma solo perché una parte significativa della popolazione era morta.

Durante gli anni della guerra, nell’Urss andarono distrutti: 1.710 città, 70 mila villaggi, 32 mila fabbriche e impianti, 98 mila aziende agricole, con un danno per il Paese del valore e di 128 miliardi di dollari. Per fare un confronto, i danni della seconda guerra mondiale per la Francia ammontarono a 21 miliardi, per la Polonia a 20 miliardi.

Le perdite umane in Germania ammontano a 6,5 ​​milioni tra morti, feriti e dispersi. Nell’estate del 1941, 742 mila soldati tedeschi morirono nella guerra con l’URSS. Per combattere contro Polonia, Francia, Inghilterra, Norvegia, Belgio, Olanda, Danimarca e Paesi dei Balcani, invece, la Germania perse 418.805 soldati.

Ultime cifre. Durante la seconda guerra mondiale, in URSS furono prodotti 120 mila aerei, 90 mila carri armati, 360 mila cannoni e 300 mila mortai. Il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica è stato conferito a 11.681 soldati e altre 2.532 persone sono titolari a pieno titolo dell’Ordine della Gloria.

Pubblicato da Universitet Grazhdanskoy Zashity

One Comment

  1. Vlad62 Vlad62 11 Maggio 2021

    “Le perdite tedesche nella sola battaglia di Kursk possono essere stimate in circa due terzi delle perdite complessive sul fronte orientale”

    Ma che state dicendo ??? Nelle battaglie di Mosca e Stalingrado le perdite tedesche furono enormemente superiori. Complessivamente secondo le statistiche ufficiali sovietiche, l’URSS perdette circa 11 milioni di soldati, le forze dall’Asse sul fronte orientale ne perdettero 10,5 milioni, di cui tre milioni di tedeschi, due di rumeni, 1,5 di ungheresi e il resto di tutti i paesi alleati della Germania, tra i quali 110 mila italiani.

    In generale tutte le cifre sulle morti in URSS nella prima metà del secolo mi sembrano molto esagerate. Si stimano 20 milioni di morti nella guerra civile seguita alla Rivoluzione d’Ottobre, 30 milioni di vittime dello stalinismo, 27-30 milioni nella seconda guerra mondiale. Praticamente il 40 percento della popolazione sovietica dell’epoca sarebbe morta di morte violenta nel giro di 25 anni, ma le statistiche demografiche smentiscono questi conteggi, nel 1950 la popolazione URSS era superiore a quella del censimento zarista del 1914.

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