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Le multe (non pagate) dei Vip

Molte celebrità e VIP (come si direbbe oggi) già ai tempi dell’URSS compravano auto straniere e si facevano belli (anche se meno spesso di oggi) lungo le strade principali di Mosca e San Pietroburgo senza temere le multe. La prima ballerina del Bolshoi, Olga Lepeshinskaya, negli anni Quaranta attraversava Mosca su una Ford V8 decappottabile. Anche la Matra-Bonnet Djet VS del 1965, donata per il primo volo spaziale a Jurij Gagarin, era ben nota per le strade di Mosca. Il pattinatore artistico e campione olimpico Aleksei Ulanov apprezzava la potenza dei veicoli americani e si comprò una Oldsmobile Toronado del 1969 con un enorme motore V8 da 7,5 litri. Più tardi, lo scrittore e sceneggiatore Fyodor Shakhmagonov acquistò una Oldsmobile Cutlass del 1970.

Anche gli artisti di carattere più popolare non facevano i timidi. Alla fine degli anni Ottanta, Alla Pugaceva acquistò una Mercedes 230. D’esempio per lei, almeno nella scelta del marchio tedesco, era stata molto probabilmente la famiglia Mikhalkov, in cui il padre (il famoso scrittore per bambini Sergei Mikhalkov) aveva acquistato una Mercedes 280S del 1974. Mentre il figlio, il grande e potente Nikita Mikhalkov, nel 1979 divenne il proprietario dell’auto Mercedes W115 del 1976. Mikhalkov Jr. negli anni non ha perso la dipendenza dalla prestigiosa casa tedesca. La sua flotta in epoche diverse ha annoverato auto come Mercedes Classe G o una più che rispettabile Classe V.

Purtroppo, però, “possedere un’auto costosa e prestigiosa” raramente in Russia coincide con “guidarla con attenzione e rispettare gli altri utenti della strada”. Gli esempi non mancano, basta ricordare la storia recente dell’attore Mikhail Efremov e dell’incidente mortale. E lo stesso Nikita Sergeevich Mikhalkov negli ultimi dieci-quindici anni ha sistematicamente dimostrato la tesi di cui sopra sull’incompatibilità di quelle due cose nell’anima russa. A quale russo non piace la guida veloce, per di più su strade dissestate? Per le multe, si vedrà.

Ricordo subito la clamorosa storia delle “luci blu” quando, a causa di incidenti provocati da lussuose auto di Mikhalkov dotate di luci lampeggianti, quasi iniziò una rivolta di piazza. Dopo la pubblica protesta protesta, le luci lampeggianti furono sequestrate, anche se Mikhalkov afferma di averle riconsegnate volontariamente. Cosa che, però, non gli ha impedito di proseguire le scorribande sulla pubblica via. Le infrazioni si sono ripetute all’infinito. Nel 2019, alcuni attivisti hanno esaminato i numeri di targa di Mikhalkov e hanno scoperto che a loro carico giacevano 400 multe non pagate, per un totale di 361.000 rubli.

dalla pagina Telegram “как-то вот так”

(https://t.me/kaktovottak)

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