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Posts tagged as “oligarchi”

RUSSIA, NOTIZIE DAL FRONTE INTERNO

di Pietro Pinter      L’invasione russa dell’Ucraina, dopo i primi giorni marcati da conquiste territoriali piuttosto veloci, è ora decisamente rallentata e sembra essere entrata in una fase diversa: città assediate e “stritolate” lentamente, colloqui di pace in Bielorussia, tentativi di mediazione israeliani e turchi, accordi di cessate-il-fuoco effimeri dalla durata di poche ore. Nel frattempo, le sanzioni economiche comminate da USA, UE, Giappone e da quasi tutti i Paesi europei, il crollo del rublo e le perdite russe che possiamo stimare, senza la pretesa di essere eccessivamente precisi, nell’ordine delle 1500-4500, ci portano a interrogarci su quanto stia “tenendo” il fronte interno russo. Su quanto la popolazione stia supportando la guerra di Putin e su come quest’ultimo e il suo entourage si stiano muovendo per assicurarsi questo supporto.

PUTIN ATTACCA L’UCRAINA E COLPISCE LA RUSSIA

di Fulvio Scaglione       Ho scritto più volte, laddove potevo, che non credevo all’ipotesi di un’invasione russa dell’Ucraina. Mi sbagliavo. Avevo buone ragioni, ero in buona compagnia ma ovviamente mi sbagliavo. Per essere onesto, ancora adesso non riesco a crederci. Perché ritengo questa avventura portatrice di lutti agli ucraini e di grandi disgrazie ai russi e ancora non posso a spiegarmi come e perché il freddo scacchista Vladimir Putin di ieri si sia trasformato nell’iracondo e minaccioso capo di oggi, capace non solo di fare una guerra o qualcosa di simile (era già successo nel 2008 con la Georgia, in Ucraina nel 2014, in Siria nel 2015, per non tornare alla Cecenia del suo esordio sulla scena mondiale) ma di minacciarne una ancora più ampia caso di “intromissioni”.

OLIGARCHI E SPIE, IL PASTICCIO KAZAKO

di Roberto Favazzo    In Kazakhstan, secondo la Reuters, nei giorni scorsi sono state bloccate, da parte delle forze di sicurezza, nuove proteste che si sarebbero concentrate nella piazza più importante della nazione, e cioè nella piazza della città di Alma Ata. Tuttavia il dato significativo non consiste tanto nella capacità delle forze di sicurezza di reprimere queste presunte forze di opposizione, quanto nel fatto che ad organizzarle sia stato uno dei principali partiti di opposizione, il Democratic Choice of Kazakistan creato da uno degli oligarchi del Paese, Mukjtar Ablyazov.

LA TERZA ETA’ DEL SISTEMA PUTIN

di Amedeo Maddaluno     Di solito la nostra stampa liquida quanto avviene dalle parti di Mosca con arrogante semplicismo: la Russia appartiene a Putin (egli stesso a propria volta dipinto come una sorta di Pinochet senza uniforme) e non c’è altro da dire. Chi si occupa di Europa Orientale sente la mancanza dei vecchi cremlinologi di un tempo, giornalisti e studiosi abituati a viaggiare o risiedere nel Paese – e magari a conoscerne la lingua, la storia, la cultura e il sistema, il che può essere di un certo aiuto quando si vuole parlare di una qualsiasi area geografica situata oltre Tarvisio.

SCUOLA ONLINE, GLI “OLIGARCHI” INVESTONO IN EDUCAZIONE

di Maksim Spiridonov   EdTech (il mercato delle tecnologie educative) è entrato nel 2020 con il massimo grado di entusiasmo. I clamorosi successi commerciali dei leader del settore, i grandi investimenti e lo shopping di aziende EdTech da parte delle grandi corporation  – tutto questo aveva stimolato i manager delle startup e gli investitori. Il Barometro dell’Educazione Online mostrava che nel 2019 sono apparse sul mercato russo tante nuove scuole online quante ne erano nate nei dieci anni precedenti. Mai prima, a mia memoria, l’educazione e l’istruzione avevano avuto un così forte profumo di denaro.

RUSSIA E UCRAINA, LE CRISI PARALLELE (2)

(2. continua)

La nomina di Mikhail Mishustin a primo ministro è un esempio perfetto. Ingegnere informatico, Mishustin ha cominciato la propria carriera a Mosca, nei primi anni Novanta, nel Club Internazionale del Computer, organizzazione che cercava di mettere in contatto le aziende tecnologiche occidentali con gli esperti e i funzionari statali russi. Mishustin coltivava rapporti con i manager di colossi come Intel, Hewlett-Packard, IBM, Motorola, Apple, e nel 1997 ebbe anche occasione di incontrare Bill Gates durante un forum organizzato a Mosca dal Club di cui era intanto diventato vice-presidente. Poi, come si sa, l’ingresso nell’apparato fiscale e la scalata fino al vertice, posizione consolidata con i risultati: Mishustin ha informatizzato il sistema e l’ha trasformato, da quel baraccone corrotto che era, in una struttura moderna e funzionante. Tra il 2014 e il 2018 la riscossione dell’Iva è cresciuta del 64%.