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Ljubov’, testimone della vittoria

È morta all’età di 100 anni a Gomel’, in Bielorussia, Ljubov’ Alekseevna Netupskaja. Era stata la prima testimone di un evento storico: la vittoria contro il nazismo, la resa senza condizioni della Germania hitleriana, firmata nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1945 a Berlino, nel quartier generale del comandante delle truppe sovietiche, maresciallo Georgij Zhukov, dal feldmaresciallo Wilhelm Keitel.

Ljubov era una giovane telegrafista dell’Armata Rossa. Quand’era scoppiata la guerra aveva 20 anni e seguiva i corsi per diventare bibliotecaria. Nel 1942 si arruolò volontaria nell’Armata Rossa dove fu impiegata come addetta alle comunicazioni. Dopo essere rimasta a lungo nella riserva, fu mandata in prima linea proprio nel momento in cui le truppe sovietiche avevano ricominciato ad avanzare verso Ovest, respingendo le armate di Hitler.

Ljubov’ partecipò alle offensive sovietiche in Bielorussia, in Polonia (oltre alla Stella Rossa, ebbe anche la decorazione “Per la liberazione di Varsavia”) e in Germania. A quel punto era diventata una veterana. Così toccò proprio a lei trasmettere al Cremlino e a Stalin, dal comando del maresciallo Zhukov, la notizia della vittoria sulla Germania.

Lettera da Mosca

 

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