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ZELEN’SKYJ IL COMICO FA SUL SERIO

Quando decise di correre per la presidenza, dicevano che era solo un attore che voleva speculare sulla propria fama televisiva. Quando, al primo turno, fu il più votato dei candidati, che era la bizzarra sorpresa in un Paese bizzarro che, dopo tutto, aveva dato i natali a Gogol’ e a Bulgakov. Quando divenne Presidente con una maggioranza schiacciante dei voti, che era una marionetta degli oligarchi. Quando il suo partito, fondato in fretta e furia qualche mese dopo, conquistò una maggioranza altrettanto schiacciante dei seggi parlamentari, nessuno ebbe più il coraggio di parlare. Tutti avevano finalmente capito che Volodimir Zelens’ky non era una meteora ma un fenomeno. Un personaggio destinato a lasciare il segno nell’ancor breve (solo 28 anni) ma assai travagliata storia dell’Ucraina indipendente.

RUSSIA E UCRAINA, LE CRISI PARALLELE (2)

(2. continua)

La nomina di Mikhail Mishustin a primo ministro è un esempio perfetto. Ingegnere informatico, Mishustin ha cominciato la propria carriera a Mosca, nei primi anni Novanta, nel Club Internazionale del Computer, organizzazione che cercava di mettere in contatto le aziende tecnologiche occidentali con gli esperti e i funzionari statali russi. Mishustin coltivava rapporti con i manager di colossi come Intel, Hewlett-Packard, IBM, Motorola, Apple, e nel 1997 ebbe anche occasione di incontrare Bill Gates durante un forum organizzato a Mosca dal Club di cui era intanto diventato vice-presidente. Poi, come si sa, l’ingresso nell’apparato fiscale e la scalata fino al vertice, posizione consolidata con i risultati: Mishustin ha informatizzato il sistema e l’ha trasformato, da quel baraccone corrotto che era, in una struttura moderna e funzionante. Tra il 2014 e il 2018 la riscossione dell’Iva è cresciuta del 64%.