Press "Enter" to skip to content

Posts tagged as “importazioni”

SCHOLZ E L’EUROPA CHE ANSIMA PER IL GAS

Dunque, il trucchetto immaginato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz sarebbe dovuto funzionare così: bilancio per il 2023 in apparenza legato a un passivo massimo dello 0,35%, come da obbligo costituzionale. Spendendo però a lato, fuori dal bilancio, 60 miliardi per il clima e 200 miliardi per stabilizzare i costi dell’energia. La Corte Costituzionale tedesca ha dato un’occhiata, si è fatta una risata e ha rispedito il tutto al mittente, cioè allo stesso Scholz. Che non ha avuto scelta: ha dovuto abolire il blocco del debito statale per il 2023 e far capire che facilmente lo si dovrà fare anche nel 2024. Bilancio in questo modo approvabile ma reputazione di Scholz (che fu ministro delle Finanze con Angela Merkel) e della sua coalizione di Governo nel baratro.

FATE GLI AFFARI, NON LA GUERRA

di Fulvio Scaglione    La realtà vince tutti i sogni, compresi quelli più o meno legittimi di Russia e Ucraina.  A dispetto delle difficoltà e dei toni bellicosi, Russia e Ucraina mantengono importanti relazioni economiche. In termini di commercio con la Russia, l’Ucraina è al terzo posto tra tutti i Paesi della Comunità di Stati Indipendenti. Prima di lei, solo Bielorussia e Kazakstan. Il fatturato commerciale della Russia con l’Ucraina è calato drasticamente dopo i fatti del 2014 (Euromaidan, riannessione della Crimea, guerra nel Donbass) ma da allora è rimasto sempre più o meno allo stesso livello. Dall’Ucraina la Russia compra anche materie prime per la produzione di titanio, dalla Russia l’Ucraina acquista macchinari industriali. Non c’è lotta politica o presunta guerra che possa interrompere la vicinanza (culturale, economica e geografica) tra i due Paesi o fermare la vocazione (e la necessità) a fare affari insieme.

PRESTITI A LUKASHENKO, MOSCA SI FA FREGARE?

Dopo i colloqui di settembre tra Vladimir Putin e Alexander Lukashenko, la leadership russa ha intrapreso una serie di misure per salvare l’economia dell’altra parte dell’ipotetico Stato unitario di Russia e Bielorussia. In particolare, è stato deciso di fornire al Governo bielorusso prestiti per 1,5 miliardi di dollari, di cui 0,5 miliardi sono già stati stanziati tramite il Fondo eurasiatico per la stabilizzazione e lo sviluppo come “denaro lungo”, sull’arco di cinque anni. Il restante miliardo di dollari verrà fornito come prestito tra Stati, e un provvedimento in merito è stato firmato dal primo ministro Mikhail Mishustin. L’assistenza finanziaria arriverà in due rate: 500 milioni di dollari nel 2020 e altrettanti nel 2021. Allo stesso tempo, il debito sarà calcolato in rubli, il che è doppiamente vantaggioso per Minsk data la svalutazione della valuta russa.