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Posts tagged as “Stalin”

QUANDO CALA PUTIN, CRESCE STALIN

di Andrey Kolesnikov       Sono passati quasi sessant’anni da quando il corpo imbalsamato di Yosip Stalin fu segretamente rimosso dalla teca nel mausoleo sulla Piazza Rossa e sepolto sotto le mura del Cremlino. Eppure il dittatore sovietico, responsabile della morte di milioni di sovietici, si rifiuta di rimanere morto e sepolto. Nel maggio 2021, il 56% dei russi intervistati dal Levada Center concordava sul fatto che Stalin fosse “un grande leader”, il doppio rispetto al 2016, quando la stalinizzazione della coscienza di massa era già una chiara tendenza da diversi anni. Il guaio è che il pantheon degli dei sovietici è obsoleto da prima dei giorni della perestrojka, ma non è stato sostituito da nuovi eroi. C’è sempre il presidente Vladimir Putin, certo, ma anche lui ha perso metà del suo fascino come grande figura storica negli ultimi anni: nel 2017, il 32% dei russi intervistati considerava il Presidente la figura più importante della storia russa, lassù con il poeta Alexander Pushkin, e superato solo da Stalin. Ora, con il 15%, è solo tra i primi cinque, dietro a Pietro il Grande e appena davanti a Yury Gagarin, il primo uomo nello spazio.

USA, CHE COSA AVETE DA OFFRIRE ALLA RUSSIA?

di Vladimir Badmaev     Per molto tempo, l’egemonia mondiale della Gran Bretagna si è basata su una potente flotta e sul principio di “divide et impera” esercitato sui suoi avversari sul Continente. Ma, ovviamente, l’economia rimaneva la sua arma principale. Dopo che il Regno Unito si era trasformato nel laboratorio e nella bottega del mondo, per qualunque altro Paese litigare con Londra era diventato un affare costoso e dalle conseguenze assai sgradevoli. Nel Ventesimo secolo, gli Stati Uniti hanno assunto il ruolo di Paese egemone e di principale potenza economica del pianeta. E i metodi usati dagli Usa per preservare il dominio globale sono stati gli stessi un tempo usati dall’ex padrona dei mari: perché cambiare ciò che funziona? Ma il tempo passa e oggi, inaspettatamente, è la Cina la grande officina del mondo, anche se Washington continua a considerarsi la potenza egemone. Proprio nella fase in cui il mondo occidentale ha deciso di sbarazzarsi della propria industria per avviare la cosiddetta transizione verso una sorta di società dell’informazione postindustriale. Ma gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato che è impossibile mangiare informazioni e che le automobili non escono dai computer.