Press "Enter" to skip to content

Posts tagged as “governo”

AVAKOV IL POTENTE SE NE VA

di Olga Rudenko e Oleg Sukhov      Il 13 luglio il ministro dell’Interno Arsen Avakov ha presentato una lettera di dimissioni. Ora deve essere approvata dal parlamento. La lettera di dimissioni è stata pubblicata sul sito del ministero dell’Interno. Avakov è rimasto al potere dal febbraio 2014. Ha servito sotto due presidenti e quattro primi ministri, comandando un esercito di 200 mila uomini delle forze dell’ordine. Spesso è stato descritto come il “secondo in comando” dell’Ucraina dopo il presidente Volodymyr Zelensky.

RETE GIU’ IN RUSSIA: SOLO UN GUASTO?

Nella giornata di ieri (per la precisione, fino alle 14,45 ora locale) la Rete russa ha vissuto un down di proporzioni inedite. Il 92% degli utenti di Rostelekom, il maggiore prevede Internet di Russia, ha denunciato difficoltà di funzionamento. Per ore sono stati irraggiungibili i siti della Presidenza, del Governo, del Primo Ministro, del Comitato Investigativo, di Rockomnadzor (l’Agenzia federale per i diritti del consumatore e la protezione del malato), della Procura generale di Russia, della Duma (camera bassa del Parlamento), del ministero dell’Industria e del Commercio, del Consiglio di Sicurezza e del ministero dello Sviluppo Economico. Sono rimasti bloccati gli Internet banking di Alfa Bank, Qiwi, BTB e delle Poste russe. Altre aziende e istituzioni (per esempio l’agenzia Tass o il motore di ricerca Yandex, il più frequentato del Paese) hanno patito grosse difficoltà.  Così a lungo, e soprattutto in modo così mirato ai centri decisionali, la Rete russa non era mai stata a terra. Identico problema in molte regioni: Rete fuori uso per i siti del Governo locale, della magistratura e delle forze dell’ordine di Celyabinsk, Kusk e Murmansk, difficoltà in molti altri centri.

Quando Putin fa il cazziatone al Governo

A quanto pare, Vladimir Putin non è contento del suo Governo. Chi più chi meno, quasi tutti i ministri negli ultimi tempi si sono sentiti interpellare, in qualche caso apostrofare, per risultati che al Presidente non sono parsi adeguati. Ieri Putin ha lasciato cadere uno “speriamo che la campagna di vaccinazione possa accelerare i tempi” che deve aver fatto tremare qualcuno dalle parti del ministero della Salute guidato da Mikhail Murashko.

L’Estonia balla da sola. Con cautela.

Interessante presa di posizione di Kaja Kallas, prima ministra dell’Estonia: “Forse la Russia sta usando il vaccino Sputnik V per raggiungere obiettivi politici”, ha detto la Kallas, “infatti non vaccina la propria popolazione ma offre il vaccino ad altri Paesi per accrescere la propria influenza. La Cina sta facendo la stessa cosa. Ma la domanda è: se l’Agenzia Europea per i Medicinali dice che questo è un buon vaccino, allora per noi è un vaccino come qualunque altro. Non dobbiamo farne uno strumento politico, le persone devono essere vaccinate”.

COSI’ L’ HI-TECH CINESE CONQUISTA LA RUSSIA

Guardando i principali investimenti cinesi in Russia, è subito evidente che quasi tutti i progetti ricevono sostegno governativo al massimo livello, per considerazioni strategiche. Non sorprende, quindi, che la maggior parte di essi si concentri sull’energia e siano implementati da giganti statali come la CNPC e le società petrolifere Sinopec o il Silk Road Fund. Ci sono, tuttavia, eccezioni a questa regola e si tratta di società tecnologiche private cinesi, che spesso si rivelano molto più dinamiche delle società statali che ricevono cospicui aiuti. I giganti dell’hi-tech cinese come Huawei e Alibaba, guidati solo da principi di mercato, stanno incorporando silenziosamente la Russia in una Pax Sinica tecnologica, mentre le sanzioni occidentali accelerano il processo.